E quelli se ne andarono a predicare dappertutto
12 maggio 2024 – Ascensione
Seconda Lettura: Ef 4,11-13
Vangelo: Mc 16,15-20
Secondo quanto scrive Paolo nella Lettera agli Efesini, la diversitร dei doni permette la costruzione della Chiesa. Tutte le funzioni elencate nella seconda lettura indicano un servizio legato alla Parola di Dio; soltanto lโunitร della fede e la piena conoscenza di Cristo permettono di crescere e raggiungere lo stato di โuomini fattiโ, cioรจ degni della statura del Cristo.
Affinchรฉ la comunitร cristiana si sviluppi, รจ sufficiente che ciascuno si adoperi secondo il dono ricevuto; non siamo tutti apostoli, profeti, evangelisti, sacerdoti o esperti della Parola, eppure questi sono i tipi di servizio, cui Paolo qui fa riferimento.
Esistono anche capacitร o inclinazioni che non necessariamente provengono dalla tradizione familiare o dallโeducazione ricevuta o dallโambiente frequentato, sono piuttosto capacitร individuali, intrinseche alla nostra persona. Dal momento in cui ne diveniamo consapevoli, ci sembrano assolutamente โnostreโ.
Qual รจ dunque la mia specificitร ? Come partecipare alla costruzione del Corpo? Come rispondere alla chiamata di andare per tutto il mondo, e predicare il vangelo a ogni creatura?
Ci sono persone che alla luce di Gesรน risorto osano credere, vivendo pienamente le loro vite; non si accontentano di โsbarcare il lunarioโ, magari girando in tondo per ripetere ciรฒ che solo lโabitudine aveva rinforzato e reso possibile.
Dove saremmo ora se non ci fossimo tuffati, piรน di una volta, nellโignoto che chiamiamo vita, che ci ha chiamato e non ci ha abbandonato?
La Parola letta, ascoltata, rimuginata, opera nelle tenebre prima dellโaurora. Ci sono notti di sonno pesante e notti avvolte nella fiducia, notti di pazienza che preparano nuove nascite, notti di morte come quella del Nazareno.
Come parlare una lingua nuova se la Parola, cosรฌ come i semi che germogliano, non rompe lโinvolucro diventando parole? Come estinguere le nostre parole affinchรฉ la Parola dia segni di vita risvegliandosi, nuova di zecca?
โChe ascesa!โ si dice talvolta di una carriera professionale sfolgorante. Ma il linguaggio quotidiano a volte allontana dai misteri della fede. Cosa puรฒ mai voler dire โascendere al cieloโ? Il salutare contraltare della โdiscesa agli inferiโ di Colui che โdi condizione divina, non conservรฒ gelosamente il rango che lo eguagliava a Dioโ, ma, โdivenendo simile agli uomini, umiliรฒ ancora di piรน se stesso, obbediente fino alla morte e alla morte di croceโ (Fil 2,6-8).
Prima di essere โnascosto agli occhi dei suoi discepoliโ (At 1,9), Gesรน li invia in missione, mentre (paradossalmente) essi dubitano ancora, affinchรฉ โannuncino il Vangelo a tutta la creazioneโ (Mc 16,15). E questa Buona Novella si presenta attraverso i segni che accompagnano chi crede, permettendo di realizzare un mondo senza spiriti cattivi (v 17), senza pericoli (veleni e serpenti), senza malattie (v 18), insomma un mondo liberato da ogni paura e forma di morte.
Ma vivendo nel nostro mondo, guardando gli altri e noi stessi, come possiamo credere ad una simile promessa?
Voglio rispondere con le parole di Christian De Chergรฉ:
โL’Ascensione dell’universo si compie attraverso gesti furtivi di salvezza e di pace, ai quali assistiamo, anche se di notteโ.
Christian De Chergรฉ, priore dellโAbbazia di Tibhirine, in Algeria, venne preso in ostaggio con altri sei monaci nel 1996 da uomini armati che chiedevano il rilascio di alcuni detenuti. I monaci vennero tutti uccisi. Qualche tempo prima De Chergรฉ aveva scritto un testamento di natura spirituale nel quale mostrava la chiara consapevolezza cha la sua vita era a rischio.
Invito al leggere per intero il testo; qui mi limito a trascrivere ciรฒ che scrisse a proposito del โdare la vitaโ per lโ Altro:
โLa mia morte, evidentemente, sembrerร dare ragione a quelli che mi hanno rapidamente trattato da ingenuo, o da idealista: โDica, adesso, quello che ne pensa!โ. Ma queste persone devono sapere che sarร finalmente liberata la mia curiositร piรน lancinante. Ecco, potrรฒ, se a Dio piace, immergere il mio sguardo in quello del Padre, per contemplare con lui i Suoi figli dellโIslam cosรฌ come li vede Lui, tutti illuminati dalla gloria del Cristo, frutto della Sua Passione, investiti del dono dello Spirito, la cui gioia segreta sarร sempre di stabilire la comunione, giocando con le differenze.
Di questa vita perduta, totalmente mia e totalmente loro, io rendo grazie a Dio che sembra averla voluta tutta intera per questa gioia, attraverso e nonostante tutto.
In questo โgrazieโ in cui tutto รจ detto, ormai della mia vita, includo certamente voi, amici di ieri e di oggi, e voi, amici di qui, insieme a mio padre e a mia madre, alle mie sorelle e ai miei fratelli, e a loro, centuplo regalato come promesso!
E anche te, amico dellโultimo minuto che non avrai saputo quel che facevi. Sรฌ, anche per te voglio questo โgrazieโ, e questo โa-Dioโ nel cui volto ti contemplo. E che ci sia dato di ritrovarci, ladroni beati, in Paradiso, se piace a Dio, Padre nostro, di tutti e due.
Amen! InchโAllahโ.
In Christian de Chergรฉ, Quando si profila un ad-Dio, 1994.
Evidentemente non siamo tutti uguali in talenti e doni, non tutti sono chiamati a tanta coerenza, coraggio, fiducia, capacitร di amore e di perdono, abnegazione, ma vale la pena di dare quel poco che si ha per dare gloria e continuitร allo sviluppo di una Chiesa che ha prodotto โuomini fattiโ, degni della statura del Cristo.
NB: in copertina, riproduzione fotografica di “La chiaroveggenza” di Renรฉ Magritte.