Racconto

Questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi

18 settembre 2022 – XXV Domenica del Tempo Ordinario
Luca 16,1-13

Oggi, una parafrasi.
Non è parto della mia fantasia, lessi una cosa simile tempo fa, non ricordo più dove, e mi colpì; la racconto così come la ricordo, evidentemente mettendoci qualcosa di mio; del resto è così per tutte le storie che si raccontano.

Temporibus illis, Dio scelse un amministratore per la sua Chiesa.
Questi, sapendo di essere amministratore dei misteri di Dio, intraprese delle riforme nell’Istituzione dalle tradizioni secolari.
Come talvolta accade, seppur belle e intelligenti, le riforme non accontentarono tutti i cardinali di curia. E non solo loro! In giro c’era un sacco di gente, ma proprio tante persone, nostalgiche millantatrici di moralità cosiddetta “conservatrice”, che a noi, per essere sinceri, pare solo fasulla.
Queste persone per anni avevano litigato su ogni cosa; si trovarono invece sorprendentemente, all’improvviso e quasi d’incanto tutte d’accordo proprio sulla lotta di contrasto all’Amministratore. Così, si mossero come un sol uomo per andare a cercare il Signore allo scopo di denunciare lo sperpero dei sani e non negoziabili valori della Legge.
Il Signore, preoccupato, decise allora di andare a vedere cosa stava succedendo e di chiedere conto all’amministratore della sua gestione.
L’amministratore pensò tra sé: “Cosa devo fare? Tornare indietro non posso. Dimettermi non vorrei”. Probabilmente memore delle parole di Gesù sulla richiesta di remissione dei propri debiti, decise di convocare in Vaticano tutti coloro che si sentivano emarginati, esclusi e abbandonati: quelli che avevano “debiti” con la Chiesa.
Chiese al primo: “Qual è il tuo problema, quanto ti sei indebitato col Signore?”
“Sono fuori dalla Chiesa a causa di una scomunica latae sententiae!”
“Figliolo, ecco qui un foglio di carta intestata del Vaticano con il mio sigillo. Scrivi: “Vado a fare gli Esercizi Spirituali e al loro termine, la mia scomunica sarà revocata”.
In altre parole, ti lascio olio in quantità sufficiente per accendere la tua lampada, rileggi il Vangelo e ti accorgerai che al mondo non ci sei solo tu.

Avanti il prossimo!
“E tu? Qual è il tuo problema?”
“Sono divorziata e risposata e quindi esclusa dai Sacramenti”.
“Scrivi: “Mi impegno a servire i pasti una volta la settimana alla mensa dei poveri e potrò ricevere di nuovo la Comunione”… E anche il debito riguardante il grano è risolto…

“Avanti il prossimo!”
Una coppia…
“E voi?”
“Non riusciamo a seguire le linee guida della Casti connubii e dell’Humanae vitae“.
“Non sapete che per commettere un peccato grave (mortale) servono tre condizioni: materia grave, piena avvertenza della gravità e la volontà di fare il male? Esaminate bene la vostra coscienza e giudicate voi stessi.”

E così via…

Quando il Signore tornò a controllare, sentì migliaia di voci che si levavano dal colonnato del Bernini: “Grazie a lui ho ritrovato la gioia della fede!” “Grazie a lui ho trovato la pace!” “Grazie a lui ho potuto riprendere il mio posto nella vita!” “Grazie a lui ho trovato il coraggio di testimoniare la mia fede in ambienti ostili!” “Grazie a lui ho trovato la mia strada!”
Grazie a lui … grazie a lui… “Grazie a lui mi sono ritrovato!”
Sentendo tutti questi “grazie”, il Signore lodò l’Amministratore, perché aveva agito abilmente e gli disse: “Vieni, servo buono; sei stato fedele in queste piccole cose, te ne darò di più grandi, quanto agli altri, lasciali ragliare e digrignare i denti. Tu entra nella gioia del tuo Maestro.”

Post scriptum
Ricordo un confratello che, parlando di povertà, diceva che in Europa la gente giudica povero chi non ha nulla, mentre in Africa è povero chi non ha alcuno.

Felice chi, pur pensando che “il tempo è denaro”, ne investe ogni giorno un po’ del suo, per alimentare i suoi crediti di affetto, di amicizia, di amore.
Forse è questo che intendeva Gesù nel trovare scaltro l’amministratore che, nel suo piccolo, faceva sconti su ciò che i suoi dovevano al suo padrone.
Fuor di metafora, in concreto – per esempio – chi amministra gas, luce, acqua, sole, energia: pensa forse di esserne il Proprietario? O addirittura qualcosa di più?
Se lo pensa veramente, si prepari, che domenica prossima saprà come potrebbe andargli a finire, qualora non si ravvedesse in tempo utile; mica perché ci saranno le elezioni! Perché ci sarà proprio il brano di Vangelo scritto apposta …

NB: per info sull’immagine di copertina clicca qui.

Pubblicato da Oliviero Verzeletti

Missionario Saveriano. Nato a Torbole Casaglia (BS). Cittadino del mondo, attualmente residente in Italia, a Roma dopo diversi anni trascorsi in Camerun.

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