Cercare

Duccio di Buoninsegna. I discepoli di Emmaus

Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo

Giovanni 6,24-35 – Domenica, 1° agosto 2021,
Diciottesimasima Domenica del Tempo Ordinario

Nel vangelo di questa domenica Giovanni trasmette con parole semplici un insegnamento di profonda saggezza riguardante la persona di Gesù e la sua opera.
Gesù ha appena sfamato cinquemila persone nel deserto con cinque pani d’orzo e due pesci, le provviste di un ragazzo lungimirante. Il giorno dopo, la folla inizia a cercarlo, ma non è più là. Già, perché Gesù si muove e averlo trovato una volta non significa averlo trovato per sempre, indipendentemente dal nostro agire; bisogna, in effetti, seguirlo.
La folla, trovatolo nuovamente di là dal mare, chiede: “Rabbi, quando sei venuto qua?”
La risposta non è articolata sul quando, sull’elemento temporale. Sembra piuttosto una spiegazione di natura psicologica sulla motivazione che spinge a ricercarlo: mi cercate – dice il Maestro – perché vi siete saziati, non perché avete “visto” i segni.
Evidentemente il segno dovrebbe essere bastevole di per sé: chi lo “vede” sa che non viene solo placata e soddisfatta la fame fisica, ma anche ogni forma di avidità.
In altri termini, invece di chiederci quando e dove potremmo nuovamente placare la nostra fame, potremmo riconoscere di avere sempre a portata di mano lo stesso miracolo.
Come è possibile?
Tenendo presente proprio l’insegnamento di questa domenica: Gesù di Nazaret stesso è il pane che andiamo cercando di qua e di là in momenti diversi. Come la manna nell’Antico Testamento, Egli scende dal cielo, è “dal cielo”, proviene da quella dimensione aperta ad accogliere nel proprio spazio le nostre semplici vite; è lì che il miracolo si compie e la nostra oscura avidità si placa, lasciando il passo alla sazietà.
Lo scopo del miracolo è quello di rivelare la vera natura di Gesù, la Sua provenienza: messaggero di Dio, figlio dell’uomo, pronuncia sulla terra le parole del Padre, compiendo la Sua opera.
I miracoli sono “segni”, atti che invitano a credere.

I contemporanei reagiscono in modi diversi: alcuni, senza neppure contestare, rifiutano qualsiasi atto di fede nella persona di Gesù. Altri rimangono allo stadio dello stupore: vedono e sentono la meraviglia, ma si fermano a metà strada, ammettono che Dio ha dato a Gesù poteri straordinari, ma lo inquadrano come profeta, niente di più: questi sono quelli che vogliono raggiungerLo il giorno dopo la moltiplicazione dei pani.
C’è poi la reazione di chi percepisce il significato dei segni; sono quelli che riescono a credere in Gesù, a riconoscere chi è: non solo un rabbino la cui parola “commuove”, non solo un uomo che compie meraviglie sorprendenti, ma uno che vive una relazione unica con il Padre che Lo ha inviato, è colui che può dire: “Il Padre ed io siamo uno”.
Anche noi dovremmo poter dire lo stesso.
Possiamo?
A questo punto la domanda centrale si trasforma, non più quando e dove saziarsi, ma cosa fare per lavorare all’ “opera di Dio”?.
La risposta è tanto semplice, per alcuni poco “costosa”, per altro così “costosa” da sembrare impossibile: credere.
Credere è un’opera; ed è anche l’unica veramente importante, perché se la fede in Gesù è radicata nel cuore di un uomo, tutto il resto seguirà.
Il Cristo, per me, non è solo uno splendido ideale di uomo donato a noi tutti, non è solo il Galileo le cui parabole continuano a commuovermi: è colui che il Padre ha “segnato con il suo sigillo”, l’unico che può farci attraversare la vita e la morte, perché è anche la manifestazione stessa in carne ed ossa del principio che ci fa essere qui, ora.

Siamo lenti, non solo a capire, ma anche a fidarci: abbiamo sempre un sospetto residuale: “Ma tu che segno fai?”
Ancora?
Dopo la moltiplicazione?
Gesù si spiega a lungo, in un discorso sul pane della vita, di cui oggi leggiamo solo la prima frase, perché per lo più siamo lontani dal pane della sazietà, molto lontani dalla manna: il popolo della Galilea pretende da Gesù prodigi più grandi e duraturi di quelli di Mosè …
Gesù non risponde a livello del miracolo: lascia ai discepoli i segni della nuova Alleanza, che ogni giorno si rinnovano per ciascuno, attraverso i quali tutto è già dato a colui che crede.
Vorremmo rassicurazioni immediate; che il Cristo fosse facilmente raggiungibile con l’intelligenza o con la memoria, che saltino fuori prove e gioie, che una volta risponda, chissà, alle nostre spettacolari aspettative in termini di successo rapido ed efficace. Insomma ci piacerebbe un dio prestante e performativo! Ma non è Apollo …, non è Giove…
Gesù non è un organizzatore di eventi, non prende parte all’escalation verso il prodigioso.
I nuovi segni sono semplici e raccontano sempre la stessa eterna verità: “Sono davanti a te e questo è il mio corpo.”
Chi di noi è così cristiano da poterlo ripetere?
Il Cristo sembra sempre altrove, dall’altra parte, ritirato chissà dove; la gente continua a cercarlo, ma non vede i segni, e non li ripete…con fiducia…

E lo riconobbero allo spezzare il pane…
I discepoli di Emmaus non lo stavano cercando e non si aspettavano d’incontrarlo…però l’hanno riconosciuto attraverso il segno.

NB: Per l’origine dell’immagine in copertina clicca qui: Duccio di Buoninsegna, I discepoli incontrano il Cristo sulla via di Emmaus, particolare della Maestà, custodita nel Duomo di Siena.

Pubblicato da Oliviero Verzeletti

Missionario Saveriano. Nato a Torbole Casaglia (BS). Cittadino del mondo, attualmente residente in Italia, a Roma dopo diversi anni trascorsi in Camerun.

Una opinione su "Cercare"

  1. Spero non sia solo il “miracolo” la ricerca di Dio ma ben altro anche se oggi non più il “miracolo” avvicinerebbe Dio purtroppo..

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: