Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti
21 settembre 2025 – XXV Domenica del Tempo Ordinario
Am 8,4-7
Sal 112
1Tm 2,1-8
Lc 16,1-13
Procuratevi amici con la disonesta ricchezza, perché, quand’essa verrà a mancare, vi accolgano nelle loro dimore eterne.
Le amicizie comprate quaggiù sono garanzia di una buona accoglienza nell’aldilà? Chi non ha i mezzi per comprare amicizie non può aver certezza di avere santi in paradiso?
Presa la parabola in questo modo, sembra una follia. Così alcune interpretazioni suggeriscono che sia Dio stesso ad accogliere nelle dimore eterne: non hanno torto a farlo.
Ma le perplessità raddoppiano con l’aggiunta di un imbarazzo: la misericordia di Dio può essere acquistata? No!
Il denaro è un sostituto della capacità di amare tra i figli di questo mondo! Lo sappiamo da quando eravamo piccoli: la nonna, di nascosto, senza farsi vedere dalla mamma, ci dava qualche soldo… perchè ci voleva bene…
L’amministratore scaltro e disonesto rimane tuttavia fedele in qualcosa: “nel poco”, sebbene questo “poco” sembri anche falso. Ciò che il padrone loda non dev’essere il “poco”, né il “falso”, ma la fedeltà in se stessa.
La fedeltà in se stessa riguarda il tema dell’eternità (le “dimore eterne”).
I nostri gesti, le nostre parole, le nostre amicizie e le nostre dichiarazioni d’amore possono consumarsi con il tempo, in modo da non valere più della carta moneta o abbiamo conosciuto legami che valgono per l’eternità?Sappiamo che ci sono impegni che tengono, parole che valgono, amicizie che resistono. Quindi gli esseri umani sono anche capaci dell’immutabile, “capaci di eternità”.
Chi sceglie di esserlo? Con quali mezzi?
Gesù dice che i figli di questo tempo sono a loro modo più scaltri dei figli della luce. Vale a dire, che chi vivesse nella perfetta osservanza delle leggi divine potrebbe essere talvolta più ingenuo di un amministratore decaduto, ma illuminato da un bagliore di carità tardiva ed egoistica, un amministratore che compie un gesto banale, debole.
“Di questo siete capaci” – sembra dire in sostanza Gesù. Non c’è magica redenzione nel comportamento dell’uomo, ma c’è una presa di posizione, una scelta: pensa, decide, agisce. E cosa fa? Falsifica le carte contabili e condona i debiti di un altro creditore, a fini auto-cautelativi!
C’è qui una “remissione del debito”. Che valore può avere rimettere un debito che non ci appartiene?
Proprio qui sta il punto, credo. La questione non riguarda tanto la personale salvezza dell’amministratore, quanto il tema del perdono, che, in qualsiasi caso, sia pure attraverso un altro essere umano, viene sempre da Dio, perché a Lui appartiene.
È una parabola da meditare con attenzione, ben oltre ciò che viene raccontato, ascoltato e capito a prima vista.
L’insegnamento del Cristo parla delle possibilità, delle capacità degli esseri umani di raccontare l’eternità, di donare la vita, di restituire la libertà.
Il nostro cuore è sufficientemente libero per farlo?
La parabola suggerisce almeno di porsi la domanda.
L’amministratore è un uomo interessato a proteggersi, il lettore lo sa, possiamo pensare lo sospettino anche i debitori.
L’esito dipende dal Cristo, a volte anche contro ogni apparente evidenza del discorso.
Non sappiamo se l’amministratore otterrà le dimore eterne per la gratitudine di quelli a cui ha rimesso parte del debito.
Un’azione però può avere valore diverso dai suoi scopi. L’amministratore non ha creato alcun nuovo debito, ha alleggerito il peso dei debiti esistenti. Ha creato la possibilità di legame, non di alienazione. Si è privato, nei confronti di queste persone, del potere di esigere qualcosa. L’unica ricchezza che gli restava era quella delle sue azioni, una ricchezza nuda e inalienabile. Ne era ricco in vista dell’eternità.
Questa possibilità è ciò che in definitiva è data ad ogni essere umano: la ricchezza inalienabile dei nostri atti e la possibilità della risurrezione data a tutti quelli che scelgono di liberare invece di schiavizzare, di perdonare invece di esigere.
È così che il crocifisso, l’uomo del Golgota, continuerà a risorgere per l’eternità.
NB: in copertina, Anonimo, Remissione dei debiti
Precioso texto!!!
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