Oltre le distinzioni

Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità

9 novembre 2025 – Dedicazione della Basilica Lateranense
1Re 8,22-23.27-30
Sal 94
1Pt 2,4-9
Gv 4,19-24

Il testo evangelico di questa domenica è potente ed evocativo. La controversia dottrinale su quale sia il luogo più adatto all’adorazione, rischia di apparire in tutta la sua futilità, perché il Cristo afferma che è venuto il momento di adorare Dio in spirito e verità.
Per Gesù, l’Ebraismo e il Samaritanesimo dovevano essere forme di verità utili, ma parziali; venuto per condurre gli uomini verso l’uomo nuovo, non pone certo l’accento su quale dei due monti sia fisicamente più adatto per l’adorazione! Lascia da parte ogni distinzione basata su principi umani.

Oggi è costume intellettuale porsi al di sopra delle controversie religiose e dottrinali, dichiarandole inconfutabilmente inutili, salvo poi rimetterle al centro dell’attenzione mediatica, quando si vuole convincere il resto del mondo, che proprio dalle distinzioni religiose derivano i conflitti armati, come nel caso dell’attuale guerra in medioriente. L’intellettuale “adattato” si guarda bene dal mettere al centro dell’attenzione la vera causa del conflitto: la volontà egemonica di predominio economico e culturale, comodamente mascherata da questioni religiose antiche. Probabilmente i più accaniti difensori dell’importanza geografico/religiosa del monte Sion, sono proprio coloro che hanno interessi molto più economici che religiosi…
La mia personale impressione – non mi se ne voglia – è che dietro l’ideologia che sostiene l’uso delle armi e della violenza per motivi etnico-religiosi, laddove ci sia ancora un credente a farla propria – e non un ateo – viga la stessa forma di adorazione esteriore denunciata nell’Antico testamento dal profeta Isaia:  “Questo popolo si avvicina a me con la bocca e mi onora con le labbra, ma il loro cuore è lontano da me” (Is 29,13).

Per comprendere meglio la questione dobbiamo chiederci che cosa intendesse esattamente Gesù con le parole dirette alla Samaritana: “Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità”. 

La dimensione della fede non contempla la controversia dottrinale; Dio è spirito e va adorato “in verità”, oltre il luogo fisico e oltre la minore o maggiore idoneità del luogo fisico. Dio lo si può adorare ovunque, purché il suo solido altare sia stabilito nel cuore fedele. Non è questione di sinagoga, o di chiesa o di moschea, è questione di adesione del cuore alla realtà dello spirito.

Oggi festeggiamo la Dedicazione della basilica Lateranense, luogo fisico in cui la comunità cristiana può radunarsi per celebrare la liturgia. Le chiese sono il luogo dell’adorazione, della preghiera comunitaria, della celebrazione eucaristica, che sostiene e vivifica i singoli. Ma ciascun credente si sente parte del Corpo di Cristo, perché adora lo spirito anche nell’autenticità della preghiera personale; è così che lo spirito prende dimora nel cuore dell’uomo. Il cuore si fa simbolo del tempio interiore, senza il quale nessuna comunione con Dio e con il prossimo può realizzarsi.

Accogliendo questa nuova concezione di Dio nei nostri cuori, svanisce anche ogni conflitto, perché Dio è adorato come Spirito e conosciuto come Verità. Dio è oltre i conflitti tra uomini: i conflitti sono il regno della menzogna.

Ovunque adoriamo il Padre con la massima sincerità, lì siamo nel regno dell’Amore Infinito.

NB: in copertina, Anonimo, Gesù e la Samaritana.

Pubblicato da Oliviero Verzeletti

Missionario Saveriano. Nato a Torbole Casaglia (BS). Cittadino del mondo, attualmente residente in Italia, a Roma dopo diversi anni trascorsi in Camerun.

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