Tessere di bellezza

Mercoledì 1° gennaio 2025
Maria SS. Madre di Dio


I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio
per tutto quello che avevano udito e visto

Questa mattina mi sono svegliato con l’immagine di un mosaico impressa negli occhi: sarà stata l’abside o la volta o i pavimenti di Santa Maria in Trastevere oppure della basilica di Aquileia o Ravenna … chissà.
C’è chi dice che “mosaico” sia una parola greca, ripresa poi dai latini, ad indicare uno spazio abitato dalle muse, divinità dell’antica Grecia preposte alle arti. Per altri è una parola araba per “decorazione”.
Sta di fatto che da oriente a occidente artigiani e artisti di ogni epoca hanno voluto decorare pareti e pavimenti con un’infinità di tessere e comporre miriadi di frammenti per offrire un universo di segni, colori e storie.
Trovo molto suggestiva l’idea di una tessera che contribuisca a formare un’immagine/panorama creata da un artista. Il frammento del tutto, una tessera è forse l’elemento chiave, se ne manca una, si nota. La tessera diventa così la chiave interpretativa dell’insieme, mentre da sola è solo un frammento di materiale più o meno prezioso.
La tessera di un mosaico potrebbe assurgere a simbolo dell’individualismo della nostra contemporaneità e della sua rassegnata incapacità di cogliere il tutto.

Spazi, persone, incontri, cose, emozioni sono variamente assemblati e costituiscono un insieme più vasto, che sfugge all’orizzonte della piccola tessera.
L’arte cristiana ha voluto offrire il tutto nel frammento, parte di in un vasto disegno: mosaici e tarsie marmoree si trasformano così in una sorta di geografia del tempo, intesa a suscitare l’incontro con il mistero: un universo di colori e simboli richiama il senso ultimo del nostro essere al mondo insieme alle persone, alle cose e ai segni che ci circondano. Non sono solo disegni sui muri o sopra le volte o sui pavimenti; si tratta di un’arte che invita a guardarsi attorno, a volgere lo sguardo verso l’alto, ma anche verso il basso per accorgersi di essere avvolti e sostenuti da quella creazione. Può essere allora che ogni passo, anche appesantito dalla fatica, si faccia leggero, come un passo di danza, trasformando chi la guarda in quell’ homo viator, che ci rappresenta così bene.
Ad un altro livello, che non è certamente artistico, mi sembra che Tramites svolga per me la stessa funzione di sostegno e mi spinga a guardarmi attorno e a volgere lo sguardo verso l’alto, tuttavia posando i piedi per terra. Panorami di memorie, costituiti da parole, riflessioni, sentimenti, pensieri, incontri, gesti, sguardi e giorni si fondono in un percorso interiore che riassume il senso di una vita vissuta con altri, intessuta di relazioni.

Allora, mi dico, mi sono svegliato con questa immagine negli occhi, solo perché volevo dirvi grazie per esserci e formulare il mio augurio per voi, che leggete queste righe e che conosco personalmente e per tutti gli altri che ancora non avessi incontrato.
Che i vostri passi siano lievi per poter danzare in questo spazio creato, fatto di tempo, infinitamente più ampio di un semplice anno fatto di 365 giorni, 8.760 ore, 525.600 minuti. 

Che in questo 2025, tra gli infiniti frammenti a disposizione, possiate godere dei più belli, perché si componga attorno ai vostri passi il miglior panorama della vostra vita, forse mai immaginato prima, di cui coltivare con gioia e amore la memoria negli anni a venire.
Le nostre memorie più belle siano le linee di forza dei percorsi futuri.

Buon anno!


Informazioni sull’immagine di copertina:
in: La Cappella Palatina di Palermo, i Mosaici. Testo di Filippo Di Pietro, Tavole a cura di Annibale Belli, Edizioni d’Arte Sidera – Milano, 1954.
Riproduzione fotografica ridotta della Tavola VIII.
Sul libro aperto si legge in greco:
ΕΓΩ ΕΙΜΙ ΤΟ ΦΟΣ ΤΟΥ ΚΟΣΜΟΥ Ο ΑΚΟΛΟΥΘΩΝ ΕΜΟΙ ΟΥ ΠΕΡΙΠΑΤΙΣΙ Η ΕΝ ΤΗ ΣΚΟΤΙΑ ΑΛΛΑ ΕΞΕ ΤΟ ΦΟΣ ΤΟΥ ΖΩΗΣ.
Io sono la luce dell’universo, chi segue me non camminerà nella tenebra, ma avrà la luce della vita.
La scritta in basso è parte di una frase più ampia che si svolge sulle quattro pareti del Diaconio:
Stella parti solem, rosa florem, forma decorem…
Stella genera sole, rosa fiore, forma bellezza…

Pubblicato da Oliviero Verzeletti

Missionario Saveriano. Nato a Torbole Casaglia (BS). Cittadino del mondo, attualmente residente in Italia, a Roma dopo diversi anni trascorsi in Camerun.

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