Sotto una buona stella

Epifania

Cercate e troverete

Chi sono i Magi, questi saggi, di cui la tradizione ha fatto dei re?
Astronomi? Astrologi? Probabilmente scrutavano le stelle, cercando un segno e un senso in quelle luci. Appena individuano il segno, partono nella direzione indicata.
Un ricercatore dev’essere flessibile, pronto a trasformare le proprie teorie alla luce di un nuovo dato significativo, di cui forse non sospettava nemmeno l’esistenza.
Questo è vero per qualsiasi ricercatore, soprattutto per gli scienziati, che esplorano l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo. Spesso tendiamo ad opporre scienza e fede. Ci sono certamente scienziati atei e c’è perfino chi cerca “la molecola di Dio”. Ma ci sono anche ricercatori che si meravigliano delle scoperte che fanno osservando la creazione. A volte, il fisico può posare i suoi strumenti, i suoi fogli di lavoro e le sue conoscenze per contemplare quel che va studiando accanitamente. Alla pari di chi contempla un’opera d’arte o un incantevole paesaggio, vive uno di quei momenti privilegiati, che ci fanno pensare impossibile l’esistenza di un universo senza significato e senza progetto. Crediamo che tanta bellezza e complessità non possano essere il prodotto del puro caso. A questo punto, però, siamo anche arrivati alla fine di tutto ciò che gli scienziati possono dire.
Ma non solo gli scienziati cercano qualcosa, tutti cercano; per esempio, ci sono quelli che cercano lavoro, sfogliando annunci e frequentando corsi di riqualificazione. Devono essere i più numerosi tra i “ricercatori” della nostra società. Potreste pensare che sto scherzando di cattivo gusto. Ma non è così. Al di là dello stipendio, molti cercano attraverso un lavoro il proprio posto nel mondo. Vale per i magi, per gli scienziati e per chi cerca un lavoro.
Vale per tutti; ci sono persone in cerca di stimoli intellettuali, di percorsi di riflessione, ci sono alcuni che credono di aver fatto già scoperte travolgenti, stupefacenti, sconcertanti e hanno orientato la loro vita verso un futuro diverso.
I Magi scrutavano le stelle e la loro ricerca li portò in una piccola città della Giudea. Cercavano un re e trovarono un figlio di povera gente, ma sarà lui ad illuminare le loro esistenze. In quest’ottica penso sia possibile ascoltare nuovamente il monito del Nazareno: “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto”. (Mt 7,7-8)

Tra i personaggi citati nel testo evangelico di oggi ce ne sono alcuni cui forse diamo minore importanza: principi, sacerdoti, scribi e dottori del popolo che Erode consulta per sapere dove sarebbe nato questo nuovo re. A differenza di altri hanno la risposta: è nella Parola, nel libro del profeta Michea! Rispondono a Erode. Ma poi… restano a Gerusalemme. Non vanno sul luogo dell’adempimento della profezia, che conoscevano così bene. Non ci si crede, ma è così: stanno fermi, la parola di vita è diventata per loro lettera morta.
Che cos’è l’uomo perché il Dio invisibile che immaginiamo nella nostra notte venga in mezzo a noi? Sicuramente lo dimentichiamo, ma almeno potremmo cominciare ad ascoltare quel che diciamo: forse ancora prima della fede in Dio, ci manca la fede in noi stessi. Facile dire “mi rimetto nelle mani di Dio”, ma se ho fatto l’abitudine a quello che so a memoria, se mi sono “perso di vista”, come faccio a vedere l’adempimento della profezia?

Il mio augurio per questa Epifania è che noi tutti possiamo ricordare chi siamo, restituire senso al nostro parlare e, come i Magi, seguire la nostra stella.

Per info sull’immagine di copertina clicca qui

Pubblicato da Oliviero Verzeletti

Missionario Saveriano. Nato a Torbole Casaglia (BS). Cittadino del mondo, attualmente residente in Italia, a Roma dopo diversi anni trascorsi in Camerun.

Lascia un commento