La sosta

Da tutte le città accorsero a piedi e giunsero là prima di loro

21 luglio 2024 – XVI Domenica del Tempo Ordinario
Vangelo: Mc 6,30-34

Il testo evangelico di questa domenica precede il racconto della moltiplicazione dei pani; sono versetti che illustrano il sentimento di Gesù di fronte all’umanità smarrita. Nel testo greco viene adoperato un verbo per questo sentimento che non ha un esatto equivalente in italiano, non si tratta semplicemente di compassione, ma di una profonda pietà che coinvolge tutta la persona. Questo significa che il Cristo vive in se stesso totalmente la sofferenza dell’altro, desiderando sanarla. La folla è instabile, disorientata, spaventata, corre a destra e a manca, va dove tira il vento, lasciandosi trascinare senza una meta.
D’altronde correre insieme senza un obiettivo propriamente autentico, magari mossi dalla fame, non è facile, anzi può essere anche molto pericoloso: se si esita, se non si va tutti alla stessa velocità, o se si cade, si può essere spinti, calpestati, travolti, e soprattutto altri possono rimanere travolti.
In un movimento di gregge, o, come si direbbe in psicologia sociale, nel ritrovarsi ad agire sotto l’influenza della cosiddetta “riprova sociale”, cioè di quel che pensa o fa la maggioranza, non c’è discernimento individuale e personale; se la maggioranza è allo sbando, si può essere trascinati inconsapevolmente in situazioni del tutto incontrollabili.
Questa folla indiscriminata, instabile, turba Gesù in profondità; è lo stesso tipo di massa allo sbando che più tardi griderà a gran voce: “Crocifiggilo!”.
Sì, perché una folla instabile, priva della capacità di provare compassione, non orientata al bene per decisione personale, diventa omicida, e, come un’imbarcazione senza timoniere, investe tutto ciò che trova prima di frantumarsi sugli scogli.
La mancanza di “discernimento” del popolo porterà infatti alla morte di Gesù.
Il fenomeno gregario è sempre esistito, esiste anche oggi ed è alla base anche di ogni conflitto armato. L’individuo, che non sa cosa pensare o fare in proprio, ha una naturale tendenza ad adottare il punto di vista dell’ “influencer” (o del politico) di turno e si comporta come una pecora in mezzo al gregge.
Si può trovare un esempio abbastanza comune di “riprova sociale” negli effetti delle recensioni online (positive o negative) oppure nell’atteggiamento di chi cerca un ristorante, e oggi, purtroppo quasi alla stessa stregua, un partito politico o, peggio, una credenza spirituale e un luogo di culto. Il più delle volte andrà dove c’è già molta gente entusiasta, nella direzione del gregge, seguendo spesso un “capo” che il più delle volte presta la propria voce agli istinti di difesa e auto conservazione di tipo animale. Sono queste le ragioni alla base del successo populista, o, peggio ancora, della radicalizzazione terroristica o dell’urgente bisogno irriflesso di vendetta.
La qualità straordinaria del racconto evangelico di oggi consiste nell’essere un pungolo continuo per ogni parte della persona rimasta muta e cieca (forse anche zoppa e sorda), perché sopraffatta dall’istinto gregario; il testo suggerisce anche il metodo risolutivo: il riposo nel deserto.
Cosa può voler dire? Non certo recarsi nel Sahara o nel Gobi ma “essere” in un tempo singolare e personale di sospensione della corsa faticosa di gruppo ora a destra e ora a manca, cercando attivamente una dimensione personale svuotata da idee e sentimenti appartenenti al passato e al futuro, con l’obiettivo di veder emergere nel presente un punto di vista diverso.

In una condizione di vuoto interiore è possibile udire la Parola di Dio, ritrovare la guida di se stessi e la direzione. Il deserto, dunque, è il luogo per ritrovare il senso dell’essere al mondo; si tratta di una sosta temporanea per ricominciare a vivere, a nutrirsi della Parola e a nutrire coloro che ci vengono incontro, quasi fossero arrivati prima di noi…

NB: per info sul particolare da un dipinto di Klimt riportato in copertina clicca qui

Pubblicato da Oliviero Verzeletti

Missionario Saveriano. Nato a Torbole Casaglia (BS). Cittadino del mondo, attualmente residente in Italia, a Roma dopo diversi anni trascorsi in Camerun.

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