Cotidie

Testi per ogni giorno

Gennaio 2025

Brevi commenti sulla Parola del P. Oliviero, tratti da Pellegrini di Speranza. Agenda Biblica Missionaria 2025, EMI, Verona, 2024.

M 01 Gennaio: Solennità: Santa Maria Madre di Dio. 

Nm 6,22-27

Ti benedica il Signore

Sal 66

Ti lodino i popoli tutti

Gal 4,4-7

Non sei più schiavo

Lc 2,16-21

Dopo aver visto riferirono ciò che del Bambino era stato detto loro

Buon anno! Come Aronne impariamo a dire: “Il Signore faccia brillare il suo volto su di te e ti sia propizio e ti conceda la pace”. Riceviamo il nuovo anno dalle mani di Maria Madre di Dio. Senz’indugio anche noi come i pastori andiamo alla grotta per trovare Maria, Giuseppe e il bambino. Con lo stesso coraggio e la stessa speranza dei pastori iniziamo il nuovo anno per non essere più schiavi delle logiche della guerra, ma figli e fratelli capaci di tessere legami di pace e di giustizia. Buon cammino!

G 02 Gennaio

1 Gv 2,22-28

Chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre.

Sal 97

Gridate, esultate con canti di gioia

Gv 1,19-28

In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete

“Chi sei?” Cosa dici di te stesso?” Domande rivolte al Battista, ma rivolte anche a ciascuno di noi. Quale sarà la nostra risposta? Autoreferenziale? Accademica? Copiata? Presa in prestito?  Oppure ci scopriremo anche noi “voce” di Dio per restituire la speranza al mondo? Per diventare, passo dopo passo, giorno dopo giorno, pellegrini della speranza, cercatori e scopritori di Dio in tutto e in tutti. 

V 03 Gennaio 

1 Gv 2,29-3,6

Chiunque opera la giustizia è nato da Dio

Sal 97

Cantate al Signore un canto nuovo

Gv 1,29-34

Io ho visto e ho reso testimonianza

Le parole del Battista indicano il Cristo, l’agnello di Dio, l’ultima vittima sacrificale, l’unico che ha il potere di togliere il peccato del mondo.

S 04 Gennaio 

1 Gv 3,7-10 

Nessuno v’inganni

Sal 97 

Giudicherà il mondo con giustizia e i popoli con rettitudine

Gv 1,35-42

Venite e vedrete

 Andrea e Giovanni accolgono l’indicazione del Battista: seguono Gesù, vanno e vedono dove abita. Tornando, Andrea incontra il fratello, Simon Pietro, gli svela di aver trovato il Messia, e lo conduce da Gesù: è questo il “passaparola” della missione.

D 05 Gennaio II dom dopo Natale: 

Sir 24,1-4.8-12

Prima dei secoli, fin da principio, egli mi creò

Sal 147

In mezzo a te ha benedetto i tuoi figli

Ef 1,3-6.15-18

Possa egli illuminare gli occhi della vostra mente

Gv 1,1-18

Ha dato potere di diventare figli di Dio

Il Verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi. Il tempo del Natale è l’invito ad uscire dall’oscurità per esporsi alla luce, per accorgersi quale speranza abbia preso corpo nel mondo, di come la vita possa vincere la morte se vissuta in Cristo. Accogliamo con fede l’augurio di San Paolo, affinché il Padre della gloria ci doni lo spirito di sapienza e di rivelazione, permettendoci una più profonda conoscenza del Figlio; scopriremo così che ci è stato donato e continua ad esserci donato ogni giorno il potere di essere figli nel Figlio.

L 06 Gennaio: Epifania

Is 60,1-6

Alzati, rivestiti di luce

Sal 71

Fiorirà la giustizia e abbonderà la pace

Ef 3,2-3.5-6

Partecipi della promessa per mezzo del vangelo

Mt 2,1-12

Siamo venuti per adorarlo

La gloria del Signore sta brillando su tutti noi, la profezia di Isaia si è realizzata anche per noi, siamo tutti chiamati per partecipare alla stessa eredità e per formare lo stesso corpo come destinatari della promessa per mezzo della Parola. I Magi, informati dallo spirito della sapienza, vedendo sorgere la stella, si misero in cammino immediatamente. Cercarono e trovarono ciò che avevano cercato. Resero gloria al Signore con oro, incenso e mirra. Nonostante Erode e i suoi sgraziati tentativi di distoglierli dal loro cammino, tornarono a casa per un’altra via.

M 07 Gennaio 

1 Gv 3,22-4,6

Chi riconosce Gesù Cristo è da Dio

Sal 2

Servite Dio con timore

Mt 4,12-17.23-25

Una luce si è levata

Molti falsi profeti sono comparsi nel mondo e continuano qua e là a riapparire. Gesù inizia la sua predicazione nella Galilea delle Genti e annuncia la prossimità del Regno, curando ogni sorta di malattie e infermità. Egli è l’unico tramite per connettersi alla sorgente della vita.

M 08 Gennaio 

1 Gv 4,7-10

L’amore è da Dio

Sal 71 

Fiorirà la giustizia e abbonderà la pace

Mc 6,34-44

Erano come pecore senza pastore

Gesù aveva chiesto: “Quanti pani avete? Andate a vedere”. Non “quanti pani vi mancano?” … 

G 09 Gennaio 

1 Gv 4,11-18

Ci ha fatto dono del suo Spirito

Sal 71

Libererà il povero che grida

Mc 6,45-52

Salì sul monte a pregare

Il mare rappresenta la vita nel mondo, con tutte le sue tentazioni, i suoi dubbi e le sue paure. Onde più o meno alte agitano la nostra mente e il nostro cuore; fintantoché rimaniamo attaccati alle nostre preoccupazioni dando ad esse soverchia importanza, rischiamo di rimanere invischiati come gli scarafaggi nella stoppa, ma appena riusciamo a mollare l’ostinata concentrazione sui nostri tormenti e ritorniamo in Cristo, l’angoscia svanisce e, vivendo secondo il suo cuore e la sua parola, ritroviamo la pace. 

V 10 Gennaio 

1 Gv 4,19-5,4

Ci ha amati per primo

Sal 71

Li riscatterà dalla violenza e dal sopruso

Lc 4,14-22

Mi ha mandato ad annunziare ai poveri un lieto messaggio

Se non amiamo il nostro prossimo, che siamo in grado di vedere, certo non saremo capaci di amare Dio che non vediamo. A Nazaret, Gesù fa sua la profezia di Isaia: consacrato con l’unzione, mandato ad annunziare ai poveri un messaggio lieto, proclama la liberazione dalle schiavitù, ridona la vista ai ciechi e rimette in libertà gli oppressi. Gesù vede Dio in tutto e in tutti.

S 11 Gennaio

1 Gv 5,5-13

Lo Spirito è la verità

Sal 147

Ha messo pace nei tuoi confini

Lc 5,12-16

Signore se vuoi puoi sanarmi

Un uomo coperto di lebbra si getta ai piedi di Gesù pregandolo: “Signore, se vuoi, puoi sanarmi”. Ai piedi di chi cerchiamo la speranza e la vita? Chi sono i nostri guaritori?

D 12 Gennaio: Battesimo del Signore

Is 40,1-5.9-11

Gridatele che è finita la sua schiavitù

Sal 103 

Rinnovi la faccia della terra

Tt 2,11-14;3,4-7 

È apparsa la grazia di Dio

Lc 3,15-16.21-22

Scese su di lui lo Spirito Santo

Con il battesimo Gesù entra nel cammino dell’offerta di se stesso, nella propria vocazione di Messia. Non è un evento isolato, è l’ingresso nella vita e il sigillo della sua missione. Anche il nostro battesimo è molto di più di un evento isolato, appartenente al passato, come il ricordo sfocato di un’alba lontana, testimoniato dall’immancabile fotografia di rito. “Tu sei il mio figlio”: chiamata a realizzare la profezia, a vivere la regalità, a riconoscere la consacrazione per il tramite di Gesù, autentico mediatore tra Dio e gli uomini: per mezzo del Cristo salvezza e vita sono offerte a tutti. Questo l’annuncio che ci rende missionari.

TEMPO ORDINARIO (prima settimana)

L 13 Gennaio

Eb 1,1-6 

Dio ha parlato a noi per mezzo del Figlio

Sal 96 

Giustizia e diritto sono la base del suo trono

Mc 1,14-20

Seguitemi, vi farò pescatori di uomini

Il tempo ordinario inizia con la chiamata. “Seguitemi”. Tempo dell’ascolto, tempo della conversione, tempo del discepolato.

M 14 Gennaio

Eb 2,5-12 

Non si vergogna di chiamarli fratelli

Sal 8

Di gloria e di onore lo hai coronato

Mc 1,21-28

Insegnava loro come uno che ha autorità

“Che c’entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei”. Sono le parole dello spirito immondo che Gesù mette a tacere, liberando chi prima era “posseduto”. Quale voce parla in noi con paura alla vista del Cristo?

M 15 Gennaio

Eb 2,14-18

È in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova

Sal 104

Gioisca il cuore di chi cerca il Signore

Mc 1,29-39

La sollevò prendendola per mano

Il Cristo non permette ai demoni di parlare, guarisce gli afflitti e caccia i demoni. Tutti ancora lo cercano, quando si ritira a pregare. Si tratta di una missione possibile solo nella comunione con colui che lo ha mandato.

G 16 Gennaio

Eb 3,7-14

Non indurite i vostri cuori

Sal 94

Egli è il nostro Dio

Mc 1,40-45

Venivano a Lui da ogni parte

La compassione di Gesù si traduce sempre nel farsi prossimo, nel prendere la mano, nel toccare i malati, nello stendere la mano verso i più deboli. Ma possiamo anche ammirare l’audacia e il coraggio del lebbroso che osa avvicinarsi a Gesù per primo e chiede di essere guarito. Raoul Follereau diceva che la lebbra genera due tipi di sofferenza, quella del corpo fisico e quella del corpo alienato dalla socialità: se si è lebbrosi, i rapporti con gli altri esseri umani sono compromessi.

V 17 Gennaio: St. Antonio Abate

Eb 4,1-5.11

Anche a noi è stata annunziata una buona novella

Sal 77

Lo diremo alla generazione futura

Mc 2,1-12

Annunziava loro la Parola

Creatività, inventiva, audacia, coraggio. Tanti sono gli aggettivi che si possono applicare a questi quattro amici che scoperchiano il tetto per far scendere davanti a Gesù il loro amico malato; quali aggettivi potrebbero essere riferiti a Gesù per descrivere il potere di quest’uomo che, con la sua Parola, rimette in piedi il paralitico comandandogli di prendere il lettuccio e di camminare sulle proprie gambe?

S 18 Gennaio

Eb 4,12-16

La parola di Dio è viva ed efficace

Sal 18

La testimonianza del Signore è verace

Mc 2,13-17

Non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori

L’annuncio del Regno è per tutti. E tutti, ma proprio tutti sono chiamati a seguirlo. La condizione è solo una: non presumere di essere giusti, cioè di non averne bisogno. Si tratta di estendere la nostra idea di fede.

TEMPO ORDINARIO (seconda settimana)

D 19 Gennaio: II D.T.O 

Is 62,1-5

Non mi darò pace finché la sua salvezza non risplenda come lampada

Sal 95

Benedite il suo nome

1 Cor 12,4-11

Uno solo è il Signore

Gv 2,1-12

Fate quello che vi dirà

Dalla profezia di Isaia al matrimonio di Cana vengono celebrati l’amore, la vita, la relazione. Maria svela il segreto di questa celebrazione: “Fate quello che vi dirà”. Il frutto del miracolo è, proprio come il vino, di molto superiore a tutto ciò che è stato servito in precedenza. La riflessione del maestro di tavola sottolinea che l’abitudine alle piccole gioie dell’esistenza comporta il rischio di perderne il senso. Il miracolo consiste nel trasformare in gioia e convivialità ciò che rischia di rimanere senza sapore o addirittura di andare a male; esistenza prive d’amore sono simili a nozze senza vino.

L 20 Gennaio

Eb 5,1-10

Mio figlio sei tu, oggi ti ho generato

Sal 109

Come rugiada io ti ho generato

Mc 2,18-22

Vino nuovo in otri nuovi

Siamo abituati a mettere toppe, ci illudiamo di poter aggiustare cose e situazioni lacerate dalla mancanza d’amore con mezzi che già pensiamo di conoscere, oppure applichiamo schemi logori a situazioni nuove, o troviamo soluzioni nuove in situazioni ormai inservibili. L’uno e l’altro modo falliscono. L’amore di cui parla il vangelo fa esplodere situazioni logore e dona mezzi nuovi per affrontarle e superarle nella gioia. Il Vangelo è novità di vita, è indossare vesti nuove su corpi rinnovati dallo spirito.

M 21 Gennaio: Agnese v. e Martire: 

Eb 6,10-20

È impossibile che Dio menta

Sal 110

Pietà e tenerezza è il Signore

Mc 2,23-28

Non avete letto?

“Non avete letto?”: curioso rimprovero di Gesù rivolto a chi sta sempre con le scritture in mano. Non basta leggere e rileggere, rischiando di imparare a memoria e ripetere come i pappagalli. Ci vuole la chiave per interpretare il testo e la chiave è la tenerezza, l’amore del Signore per ciascuno di noi. Il Cristo è colui che ha rimesso l’uomo al centro e la Legge e le leggi al loro posto.

M 22 Gennaio

Eb 7,1-3.15-17

Tu sei sacerdote in eterno

Sal 109

Il Signore ha giurato e non si pente

Mc 3,1-6

Lo osservavano per vedere

“È lecito?” Ovvero: è giusto o è sbagliato? Posso o non posso? Gesù si indigna e si rattrista. Di fronte all’atteggiamento di chi vorrebbe coglierlo in fallo sul rispetto della Legge. La domanda elusa purtroppo dai suoi interlocutori è sempre la stessa: quando abbiamo la possibilità di salvare una vita è lecito non farlo?

G 23 Gennaio

Eb 7,25-8,6

Ha fatto questo una volta per tutte

Sal 39

Gli orecchi mi hai aperto

Mc 3,7-12

Gli si gettavano addosso per toccarlo

Gesù guarisce le persone e la folla accorre speranzosa o timorosa. Perfino gli spiriti immondi gli si gettano ai piedi e gridano: “Tu sei il Figlio di Dio”. La folla comprende tutti, non soltanto i curiosi e coloro che hanno effettivamente bisogno. In quella folla potremmo esserci anche noi per rincorrere l’eccezionale e lo straordinario cercando miracoli, per essere guariti da una malattia fisica o liberati dalle nostre ossessioni. Ma in queste folle quanti accorrono, potendo dire “sia fatta la tua volontà”? Quanti hanno la certezza che Dio agirà per amore? Il vangelo di oggi ci invita a riflettere sulla nostra fede e sulla verità della nostra fiducia in Cristo.

V 24 Gennaio: S. Francesco di Sales 

Eb 8,6-13

Porrò le mie leggi nella loro mente e le imprimerò nei loro cuori

Sal 84

Misericordia e verità s’incontreranno

Mc 3,13-19

Chiamò a sé quelli che egli volle

12 Nomi, 12 persone, 12 storie, 12 percorsi diversi per essere con Lui e andare ad annunciare il Vangelo, Parola capace di scacciare demoni, di portare la pace, di realizzare la comunione, di renderci fratelli, di creare la vita. 

S 25 Gennaio: Conversione di S. Paolo

At 22,3-16

Che devo fare Signore?

Sal 116

La fedeltà del Signore dura in eterno

Mc 16,15-18

Predicate il Vangelo ad ogni creatura

Andare in tutto il mondo e predicare il vangelo ad ogni creatura è la missione degli apostoli dopo la risurrezione di Gesù, Missione affidata anche a San Paolo, Missione affidata a ciascuno di noi: nel suo nome scacciare demoni, parlare una lingua nuova, prendere in mano serpenti, non aver paura dei veleni perché l’antidoto è l’amore di Cristo. Paolo lo incontrò sulla via di Damasco e lo accompagnerà per sempre.

TEMPO ORDINARIO (terza settimana)

D 26 Gennaio: III D.T.O: 

Ne 8,2-4.5-6.8-10

Tutto il popolo porgeva l’orecchio

Sal 18

I comandi del Signore danno luce agli occhi

1 Cor 12,12-31 

Tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo

Lc 1,1-4; 4,14-21

Oggi si è adempiuta questa scrittura

La liturgia di oggi mette insieme i primissimi versetti del Vangelo di Luca con un racconto situato quattro capitoli dopo, il legame tra questi due brani è il racconto del messaggio evangelico nel modo specifico che costituisce la trasmissione. Il testo mostra l’atto con cui Gesù inizia il suo ministero, non è un miracolo, ma la rivelazione di sé: “Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato ad annunziare ai poveri un lieto messaggio…” Da questo atto costitutivo nasce il cammino per ciascuno di noi; siamo tutti consacrati e inviati per continuare ad essere narrazione di vita.

L 27 Gennaio

Eb 9,15.24-28

Cristo è mediatore di una nuova alleanza

Sal 97

Il Signore ha manifestato la sua salvezza

Mc 3,22-30

Se un regno è diviso in se stesso non può reggersi

Tutti i peccati saranno perdonati, ma se l’uomo dimenticasse di essere il Tempio dello Spirito, si affaccerebbe subito sul baratro, rovinando nella catastrofe dell’umano: questo è il peccato dal quale non si torna indietro, il peccato contro lo Spirito, che è sopruso, svilimento, abuso dell’uomo sull’uomo. 

M 28 Gennaio: Tommaso D’Aquino: 

Eb 10,1-10

Ecco io vengo a fare la tua volontà

Sal 39

Non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa

Mc 3,31-35

Ecco mia madre e i miei fratelli

In che relazione devo inquadrare mia madre e i miei fratelli rispetto a tutte le altre persone che incontro sulla mia strada? Allargare i confini delle parentele, considerando tutti genitori e fratelli è qualcosa che solo il Vangelo permette di realizzare, perché permette di scoprirsi tutti figli dello stesso Dio oltre i confini, oltre le frontiere, oltre le nazionalità, oltre le religioni. La terra è di Dio.

M 29 Gennaio

Eb 10,11-18

Non mi ricorderò più dei loro peccati

Sal 109

Siedi alla mia destra

Mc 4,1-20

Si mise di nuovo ad insegnare

La semenza di Gesù è la Parola del Padre, sparsa abbondantemente, con generosità e magnanimità. Accogliere, ascoltare, lasciare crescere, curare questa semenza perché porti frutto è il presupposto continuo della missione. Non si annuncia se stessi, ma il Cristo.

G 30 Gennaio

Eb 10,19-25

Accostiamoci con cuore sincero nella pienezza della fede

Sal 23

Noi cerchiamo il tuo volto, Signore

Mc 4,21-25

Non c’è nulla di segreto che non debba essere messo in luce

Siamo misurati con la stessa misura con la quale misuriamo: curiosamente misuriamo al ribasso, non prendiamo le misure su Dio, ma sugli uomini. Come potremo superare il nostro piccolo ego e sentirci figli di Dio? Come potremo andare verso gli altri con tanto amore, prendendo come criterio noi stessi e la nostra piccolezza?  Misurare, qui, non significa limitare ma pesare, dare il vero peso alla Parola. Siamo chiamati ad accogliere a piene mani il carattere incredibile, sconcertante del Regno e il suo metro di giudizio, che si rivela a poco a poco nelle parabole successive.

V 31 Gennaio: 

Eb 10,32-39

Avete solo bisogno di costanza

Sal 36

Confida nel Signore e fa il bene

Mc 4,26-34

Il seme germoglia e cresce

La Parola si annunzia con parabole, esempi di vita concreta, la Parola come granellino di senapa si fa strada e indipendentemente dal seminatore germoglia e cresce. 


S 01 Febbraio

Eb 11,1-2.8-19

Dio è capace di far risorgere anche dai morti

Cantico Lc 1

Si è ricordato della sua santa alleanza

Mc 4,35-41

Perché siete così paurosi?

L’identità di Gesù si manifesta anche attraverso le esperienze più difficili da attraversare; i discepoli non sono riparati dall’esperire paure e circostanze avverse della vita, ma con il Cristo possono attraversarle e superarle.

D 02 Febbraio; Presentazione del Signore

Ml 3,1-4

Manderò il mio messaggero a preparare la via

Sal 23

Entri il re della gloria

Eb 2,14-18

Non si prende cura degli angeli ma della stirpe di Abramo

Lc 2,22-40

La grazia di Dio era sopra di Lui 

Maria porta tra le sue braccia l’offerta del mondo, il Figlio stesso di Dio; Giuseppe porta l’offerta dei poveri: due giovani colombi. Quanto a Simeone, non è né sacerdote, né rabbino, né levita. Non è al Tempio ad aspettare l’evento, è appena arrivato lì, al momento opportuno, perché è uomo dello Spirito e, come Maria e Giuseppe, offre la sua presenza e riceve il dono. Questa è la vera dinamica di ogni dono ricevuto. Se il dono diventa possesso personale, noi falliamo la relazione con Dio. Rendergli grazia, annunciare e far circolare il dono è la missione.

TEMPO ORDINARIO (Quarta settimana)

L 03 Febbraio 

Eb 11,32-40

Dio aveva in vista qualcosa di meglio per noi

Sal 30

Hai ascoltato la voce della mia preghiera

Mc 5,1-20

Annunzia loro ciò che il Signore ti ha fatto

L’annuncio parte dalla nostra liberazione. La testimonianza parte dalla nostra esperienza. La vita ricomincia dall’incontro con un altro: “Va nella tua casa, dai tuoi, annunzia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ti ha usato”.

M 04 Febbraio

Eb 12,1,4

Perchè non vi stanchiate perdendovi d’animo

Sal 21

I poveri mangeranno e saranno saziati

Mc 5,21-43

Va’ in pace e sii guarita dal tuo male

“La tua fede ti ha salvata” dice Gesù alla donna affetta da dodici anni da emorragia. “Non temere, continua solo ad avere fede” dice il Maestro a Giairo. La carità del Cristo aiuta la speranza e invita alla fede

M 05 Febbraio

Eb 12,4-7.11-15

Non ti perdere d’animo

Sal 102

Non dimenticare tanti suoi benefici

Mc 6,1-6

Si meravigliava della loro incredulità

L’incredulità è il grande ostacolo, non permette di accogliere la Parola e, quindi, di ascoltarla, la conseguenza di questo percorso è il rifiuto, la chiusura propria di chi pensa di poter conoscere tutto, di poter tutto con i propri, sempre limitati, mezzi.

G 06 Febbraio: ST Paolo Miki e compagni

Eb 12,18-19.21-24

Vi siete accostati alla città del Dio vivente

Sal 47

Ricordiamo, Dio, la tua misericordia

Mc 6,7-13

A due a due

Il Vangelo secondo Marco pone sempre il nome “discepoli” vicino al numero che indica coloro che seguono Gesù, tranne una volta, pochi versetti dopo il testo di oggi. Dopo che, Gesù, in questo contesto, affida ai Dodici la missione, Marco per indicarli adopera il termine “apostoli”, che significa “inviati”. La missione degli apostoli consiste quindi nel trasmettere il messaggio di Gesù secondo la modalità del  “due a due”.
Camminare in due per le vie del mondo è l’inizio di una nuova vita, la fine della solitudine, la promessa di una comunione nel tempo, presupposto della missione. Per questo viaggio bastano solo i sandali del viandante, la tunica del servizio e la compagnia di chi condivide lo stesso pane e la stessa missione.

V 07 Febbraio

Eb 13,1-8

Perseverate nell’amore fraterno

Sal 26

Il Signore è difesa della mia vita

Mc 6,14-29

Il re Erode sentì parlare di Gesù

La paura di una parola di verità conduce Erode a far portare ad Erodiade la testa mozzata del Battista su un vassoio. Si vede dove l’uomo può essere condotto dal terrore che il proprio potere sia messo in discussione e dall’ottusità di volersi dimostrare capace perfino nel mantenere le proprie, inique promesse.

S 08 Febbraio

Eb 13,15-17.20-21

Gesù vi renda perfetti in ogni bene

Sal 22

Felicità e grazia mi saranno compagne

Mc 6,30-34

Erano come pecore senza pastore

Ai discepoli esausti Gesù offre ristoro, ma la folla confusa continua a cercare Gesù, che, con i suoi discepoli, si lascia trovare. Accoglie, ascolta, si lascia provocare e sfidare da tutta quella umanità sbandata che cerca una via da percorrere. Sono i movimenti del cuore che animano la missione.

TEMPO ORDINARIO (Quinta settimana)

D 09 Febbraio: V D.T.O. 

Is 6,1-2.3-8

E’ scomparsa la tua iniquità

Sal 137

Hai reso la tua promessa più grande di ogni fama

I Cor 15,1-11

Vi ho trasmesso quello che anch’io ho ricevuto

Lc 5,1-11

Non temere

Pietro getta le reti basandosi sulla parola di Gesù; non si basa sulla propria bravura o sulla propria esperienza, si affida alla Parola, perché la riconosce per quello che è: parola di Dio e non di uomo. Pietro mette da parte ciò che crede di sapere, dirige la barca al largo e getta di nuovo le reti, come Gesù gli ha detto di fare; lascia da parte la propria soggettività, accettando fiduciosamente che la Parola agisca sulla realtà. La Parola di Gesù non si articola come quella di un uomo comune, trasforma le circostanze, ha peso, è veramente parola di Dio.

Sulla Sua Parola anche le nostre reti torneranno a riva cariche.

L 10 Febbraio

Gn 1,1-19

E Dio vide che era cosa buona

Sal 103

Tutto hai fatto con saggezza

Mc 6,35-36

Quanti lo toccavano guarivano

La gente riconosce Gesù e accorre, gli portano ammalati perché li guarisca, qualcuno lo prega di lasciarsi toccare almeno la frangia del mantello. Gesù annuncia con l’azione un mondo risanato, la possibilità per tutti di una realtà risanata e nuova.

M 11 Febbraio

Gn 1,20.2,4

La terra produca esseri viventi

Sal 8

Di gloria e di onore lo hai coronato

Mc 7,1-13
Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me

Gesù addita l’abilità dialettica finalizzata unicamente a far osservare leggi e tradizioni, abilità che porta ad eludere il più importante comandamento di Dio. Quando si esercita l’oratoria col cuore lontano, le parole distolgono dall’essenziale e portano alla luce la mancanza d’amore.

M 12 Febbraio

Gn 2,4-9.15-17

Soffiò nelle sue narici un alito di vita

Sal 103

Mandi il tuo spirito, sono creati

Mc 7,14-23

Ascoltatemi tutti e intendete bene

Siamo attenti a ciò che mangiamo e alle norme igieniche per evitare malanni, ma ciò che avvelena è piuttosto ciò che esce dalla nostra bocca, non ciò che entra. Le parole che offendono e feriscono compromettono le relazioni, sarebbe utile un prontuario per l’ecologia della relazione.

G 13 Febbraio

Gn 2,18-25

Non è bene che l’uomo sia solo

Sal 127

Sarà benedetto l’uomo che teme il Signore

Mc 7,24-30

Per questa tua parola

La donna di origine siro-fenicia e di lingua greca non chiede il pane del popolo d’Israele, chiede solo qualche briciola di quel pane per salvare sua figlia. L’amore materno è audacia e fede, chiede di liberare dal male. Il Cristo, Figlio di Dio, riconosce le richieste vere di una madre che implora per la salvezza della propria figlia. La preghiera per un figlio, che sgorga dalla fede libera dal male.  Anche i discepoli, prima turbati e importunati dalle grida di una straniera, impareranno che la missione non ha frontiere.

V 14 Febbraio: Festa di Santi Cirillo e Metodio: 

Is 52,7-10

Vedono con i loro occhi

Sal 95

Benedite il suo nome

Mc 16,15-20

Andate in tutto il mondo

I discepoli partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava con loro, e confermando la parola. Dopo l’ascensione, “per sempre”, “dappertutto” e “ovunque” sono avverbi di tempo e luogo attivati dalla forza dello Spirito che conferma la parola nell’azione.

S 15 Febbraio

Gn 3,9-24

Dove sei?

Sal 89

Giungeremo alla sapienza del cuore

Mc 8,1-10

Quanti pani avete

Gesù non commisera, non condanna, non si sottrae: sente compassione. Non è paternalista, non è populista, non è demagogo, né affabulatore, non è mago, né prestigiatore. Chiede solo: “quanti pani avete?”. Crede negli uomini e nella loro possibilità di amare. Di questo pane e anche di quello fatto con la farina ce ne sarebbe per tutti, se solo volessimo tutti guardare e accettare questa realtà.

TEMPO ORDINARIO (Sesta settimana)

D 16 Febbraio: VI D.T.O.

Ger 17,5-8

Benedetto l’uomo che confida nel Signore

Sal 1; 1 

Il Signore veglia sul cammino dei giusti

Cor 15,12.16-20

Cristo è risuscitato dai morti

Lc 6,17.20-26

La vostra ricompensa è grande

“Beati”, “felici”, “rallegrati”, “esultanti”: parole che portano in alto, parole di vita, parole che sovvertono i pensieri grigi, parole di risurrezione. Il cristiano è piantato lungo il fiume della vita, e stende le sue radici verso l’acqua, quindi nei tempi di siccità non intristisce e non cessa di produrre frutti. Luca, nelle Beatitudini, conserva gli elementi più idonei a rafforzare una comunità di persone economicamente immiserite, provate dalla fatica e minacciate dai dominatori. Luca è l’unico, tra gli evangelisti, a rafforzare le Beatitudini con la loro controparte negativa: in quattro occasioni Gesù dice: “Beati voi! “, e poi, in altre quattro occasioni, dice: “Guai a voi! ». Ci si può avvicinare al messaggio di Gesù da due direzioni opposte: dal lato della mancanza e dal lato della fede nella promessa. In entrambe le situazioni ogni chiamata è un’offerta di felicità.

L 17 Febbraio

Gn 4,1-15.25

Dov’è Abele tuo fratello?

Sal 49

Credevi ch’io fossi come te?

Mc 8,11-13

Perché questa generazione mi chiede un segno?

La tentazione è sempre quella di chiedere segni, prove, garanzie. Mettere alla prova non è forse mancanza di fiducia? Giudizio malevolo? Incapacità di aprire gli occhi sul miracolo della vita. Chiedere segni dal cielo non è forse sfiducia nel mondo?

M 18 Febbraio

Gn 6,5-8; 7,1-5.10

Noè trovò grazia agli occhi del Signore

Sal 28

Date al Signore gloria e potenza

Mc 8,14-21

Non intendete e non capite ancora?

Il rimprovero di Gesù ai discepoli di fare attenzione al lievito dei farisei al lievito di Erode: ipocrisia e violenza sono legata al dimenticare, al “non ricordare” di avere pane a sufficienza, a causa del cuore indurito, della cecità e della sordità. Quante volte abbiamo già assistito ai miracoli del Signore? Se non li ricordiamo, allora, con quale lievito abbiamo impastato le nostre vite?

M 19 Febbraio

Gn 8,6-13.20-22

La superficie del suolo era asciutta

Sal 115

Invocherò il nome del Signore

Mc 8,22-26

Gli impose le mani

Gesù prende per mano il cieco e lo accompagna fuori dal villaggio, fuori dai luoghi comuni, gli impone le mani e gli parla. Lo riconsegna alla luce, lo rende capace di vedere a distanza ogni cosa. 

G 20 Febbraio

Gn 9,1-13

A immagine di Dio ha fatto l’uomo

Sal 101; 

Un popolo nuovo darà lode al Signore

Mc 8,27-33

Tu sei il Cristo

La risposta di Pietro è azzeccata: Gesù è il Cristo, ma dalla risposta giusta alla vita giusta il cammino è ancora lungo. Pensare secondo Dio e non secondo gli uomini richiede un notevole tirocinio: è questione di concreto coinvolgimento personale, oltre che di fede e di ideali. “Chi credete che io sia?” ci chiede Gesù. La risposta la possiamo ascoltare solo nell’esperienza del silenzio e della preghiera. Questo è il cammino di fede che percorre Pietro, e che anche noi possiamo percorrere.

V 21 Febbraio

Gn 11,1-9

Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole

Sal 32

Il piano del Signore sussiste per sempre

Mc 8,34-39

Cosa potrebbe mai dare l’uomo in cambio della sua anima?

Vedere il regno di Dio venire con potenza è possibile, ma la condizione è non vergognarsi di Lui e delle sue parole. La missione è osare la Parola, dire il Cristo senza vergogna, seguirlo, magari zoppicando, ma senza alibi e scuse. In altri termini occorre vincere la paura di perdere.

S 22 Febbraio: Festa: Cattedra di San Pietro

1 Pt 5,1-4

Pascete il gregge di Dio

Sal 22

Abiterò nella casa del Signore

Mt 16,13-19

Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio

Legare e sciogliere sono poteri conferiti a Pietro che riconosce per primo il Cristo, il Figlio del Dio vivente. Sono conferiti anche a tutti coloro che riconoscono il Dio vivente. Legare e sciogliere sono verbi di comunione e di libertà, di fedeltà e di gratuità. 

TEMPO ORDINARIO (Settima settimana)

D 23 Febbraio: VII D.T.O.: 

1 Sam 26,2.7-9.12-13.22-23

Non ucciderlo!

Sal 102

Ti corona di grazia e di misericordia

1 Cor 15,45-49

Porteremo l’immagine dell’uomo celeste

Lc 6,27-38

Amate i vostri nemici

Amare i nemici e fare del bene, benedire e non maledire, pregare per coloro che ci maltrattano: programma audace e controcorrente, talvolta addirittura impopolare. Sono indicazioni di marcia in un mondo pieno di rancori, gelosie, invidie e rivalità di ogni genere. Si tratterebbe di invertire i nostri riflessi ordinari: il riflesso della ritorsione, che ci fa restituire male per male, violenza per svista, aggressività per mancanza di considerazione; riflesso dell’egualitarismo, del dare e avere, del “niente per niente”, che ci fa cercare una ricompensa immediata e misurabile in ogni cosa. “Non uccidere” non è solo un comandamento, è riconoscere e riconoscersi portatori e immagine di Dio.

L 24 Febbraio

Sir 1,1-10

Ogni sapienza viene dal Signore

Sal 92

Degni di fede sono i tuoi insegnamenti

Mc 9,13-28

Tutto è possibile per chi crede

“Credo, aiutami nella mia incredulità” è la preghiera del padre del ragazzo posseduto da uno spirito muto, che i discepoli non sono riusciti a liberare; gli stessi discepoli sono rimproverati dal Cristo come “generazione incredula”, forse pensano di avere poteri in proprio. E forse che non ci sia neppure bisogno della preghiera.

M 25 Febbraio

Sir 2,1-13

Con il fuoco si prova l’oro

Sal 36

Nei giorni della fame saranno saziati

Mc 9,30-37

Avevano il timore di chiedere spiegazioni

Il timore di chiedere spiegazioni a Gesù che parla della sua passione porta i discepoli a discutere tra loro di chi sia il “più grande”. La logica è capovolta. Non ci sono logiche e strategie. C’è solo una modalità per essere: farsi ultimi.

M 26 Febbraio

Sir 4,12-22

La sapienza esalta i suoi figli

Sal 118

Davanti a te sono tutte le mie vie

Mc 9,38-40

Chi non è contro di noi è per noi

“Non era dei nostri”. Tentazioni identitarie, tentazioni da circolo esclusivo. Gesù apre le porte, esce dai confini, dagli steccati. Riconosce il bene, il giusto e il buono ovunque si trovi.

G 27 Febbraio

Sir 5,1-10

Non aspettare a convertirti

Sal 1

Sarà come albero piantato lungo corsi d’acqua

Mc 9,41-50

Siate in pace gli uni con gli altri

Non sorprende che discutano tra loro sulle rispettive posizioni. Se avessero guardato Gesù solo, non si sarebbero guardati tra loro. Se avessero imparato dal loro Maestro avrebbero saputo cos’è la vera grandezza. Ma non sono la nostra immagine? È infatti la tendenza del cuore naturale che qui viene raffigurata, e non solo quella dei discepoli.

Un bicchiere d’acqua dato in suo nome è l’inizio della pace. La pace è il sapore della vita, il sale che dà gusto alla convivenza umana. Gli scandali, i soprusi, le ingiustizie recidono, tagliano, azzoppano, accecano.

V 28 Febbraio

Sir 6,5-17

Per un amico fedele non c’è prezzo

Sal 118

Nella tua volontà è la mia gioia

Mc 10,1-12

I due saranno una carne sola

“L’uomo non separi ciò che Dio ha congiunto”. Dio ha congiunto il cielo e la terra.  Nell’umanità di ciascuno sono presenti queste nozze tra Dio e l’uomo.
Nel presente storico l’adulterio è solo una delle forme di misconoscimento dell’altro, al quale viene negata una possibilità di comunione e di unità.

S 01 Marzo

Sir 17,1-13

Discernimento, lingua, occhi, orecchi diede loro perché ragionassero

Sal 102

La grazia del Signore è da sempre

Mc 10,13-16

A chi è come loro appartiene il regno di Dio

A chi è come un bambino appartiene il Regno; come entrare nuovamente nella dimensione bambina? L’invito è ad agire nella libertà liberata dal calcolo, nella spontaneità liberata dalle convenzioni, nella gaiezza liberata dalle incombenze, ma anche nell’ irragionevolezza della gratuità, nella fragilità del vivere, nel riconoscimento della dipendenza gli uni dagli altri.

TEMPO ORDINARIO (Ottava settimana)

D 02 Marzo: VIII D.T.O.

Sir 27,5-8

Quando un uomo riflette, gli appaiono i suoi difetti

Sal 91

Esulto per l’opera delle tue mani

1 Cor 15,54-58

Dov’è, o morte, la tua vittoria?

Lc 6,39-45

La bocca parla dalla pienezza del cuore

Riconoscere i propri difetti è certamente un primo passo per portare frutto. Il “pungiglione della morte è il peccato”, dice San Paolo e un cieco non può farsi guida di un altro cieco. Sono inviti a un saggio discernimento nel riconoscere le proprie imperfezioni prima di quelle degli altri. Errori e cecità possono portare anche i nostri fratelli alla rovina. Ogni discepolo sa di essere peccatore tanto quanto il proprio fratello, ma sa anche di avere bisogno del fratello tanto quanto quello stesso fratello ha bisogno di lui per camminare sulla via del Vangelo. Questa consapevolezza conduce all’umiltà e produce molto frutto nella misericordia reciproca.

L 03 Marzo

Sir, 17,19-27

Volta le spalle all’ingiustizia

Sal 31

Tu sei il mio rifugio

Mc 10,17-27

Cosa devo fare?

Cosa devo fare per vivere in comunione con Dio e con il mio prossimo? Di solito le giornate trascorrono, almeno parzialmente, in attività tese al guadagno per poter “acquistare” “cose” e “servizi”. Strana ricetta, dunque, quella del Cristo che propone di “vendere” e di “dare” ai poveri per seguirlo.  Ci accorgiamo che liberarsi dagli attaccamenti e mettere a disposizione quello che si ha appare impossibile. Corriamo il rischio di andarcene via nella tristezza per non aver creduto nell’esistenza del tesoro o della perla preziosa?

M 04 Marzo

Sir 35,1-15

Chi pratica l’elemosina fa sacrifici di lode

Sal 49

Io sono Dio, il tuo Dio

Mc 10,28-31

Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi primi

Le parole di Pietro “Abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito” sembrano attendere una ricompensa. La risposta del Cristo però non è ascrivibile alla logica retributiva. Pietro e gli altri hanno avuto accesso alla logica della fraternità e della cittadinanza universale.

TEMPO DI QUARESIMA 

M 05 Marzo – Ceneri:  

Gl 2,12-18

Perché si dovrebbe dire fra i popoli: dov’è il loro Dio?”

Sal 50

Rinnova in me uno spirito saldo

2 Cor 5,20.6,2

Noi fungiamo da ambasciatori per Cristo

Mt 6,1-6.16-18

Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini

Gesù mette in guardia i suoi dal bisogno di essere ricompensati, di ostentare potere, di apparire, di mettersi in mostra. I discepoli sono ambasciatori di un Dio che si accorge se esiste anche una sola pecora perduta, un Dio che rimette in piedi chi è caduto, un Dio che risana, un Dio che libera dalle schiavitù. La nostra quaresima inizia nel segreto delle intenzioni del cuore. Vogliamo essere ritrovati?

G 06 Marzo

Dt 30,15-20

Oggi ti comando di amare il Signore tuo Dio

Sal 1

Il Signore veglia sul cammino dei giusti

Lc 9,22-25 

Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero?

Gesù non nasconde le caratteristiche della sua proposta di relazione con ciascuno di noi e la qualità del percorso. Non si sottrae alla violenza e non reagisce davanti alla protervia degli uomini; il compito è salvare la vita degli altri, non la propria. Il Figlio dell’Uomo è la sorgente della vita e la nostra vita appartiene allo stesso flusso. Attraversiamo tutte le possibili tempeste, perché è proprio nel cuore del mondo che siamo stati chiamati in vita come discepoli del Cristo. La rinuncia stessa a far prevalere la nostra volontà contro chi ci ostacola è una croce. Può essere portata solo per amore di qualcosa di profondamente diverso e indicibilmente più vasto, solo nel nome di qualcuno cui apparteniamo fin dall’inizio. 

V 07 Marzo

Is 58,1-9

La tua luce sorgerà come l’aurora

Sal 50

Nella tua grande bontà cancella il mio peccato

Mt 9,14-15

Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto mentre lo sposo è con loro?

Perché mentre gli altri sono intenti a considerare la rinuncia come mortificazione, noi siamo gioiosi e stupefatti davanti al miracolo della vita? Oggi potremmo anche interpretare così. La risposta non è retorica, è coscienza di vivere il tempo della presenza, della festa e di viverlo come tempo della comunione.

S 08 Marzo

Is 58,9-14

Ti guiderà sempre il Signore

Sal 85

Tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te spera

Lc 5,27-32

Egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì

Perché la missione ti porta fuori dai confini di ciò che conosci bene, tra persone con storie, abitudini e consuetudini diverse? È la logica del farsi tutto a tutti, della prossimità del Regno di Dio, della consapevolezza di provenire tutti dalla stessa fonte.

Prima settimana di QUARESIMA

D 09 Marzo: I Quaresima

Dt 26,4-10

Il Signore ascoltò la nostra voce

Sal 90

Non ti potrà colpire la sventura

Rm 10,8-13

Non c’è distinzione fra Giudeo e Greco… lui stesso è il Signore di tutti

Lc 4,1-13

Fu condotto dallo Spirito nel deserto

L’evocazione dei quaranta giorni nel deserto sottolinea l’iscrizione di Gesù nella temporalità, nella durata, nella storia umana. Al contrario, il tentatore, misconoscendo la prudenza e la dimensione della riflessione e della preghiera, vuole la soddisfazione immediata, nella temporalità abolita. Il superamento della tentazione è operazione di verità, esposta alle illusioni interiori. Gesù viene qui esposto alla tentazione di pensare, come ogni uomo, che i frutti della terra e il suolo possano essere trasformati in territori di proprio uso e consumo.

L 10 Marzo

Lv 19,1-2.11-18

Siate santi, perché io, il Signore, Dio vostro, sono santo

Sal 18

La testimonianza del Signore è verace

Mt 25,31-46

Venite, benedetti del Padre mio

Quale e come sarà il giudizio? Matteo, col suo Vangelo, insegna che tutti gli uomini capaci di benedizione nell’offerta di un pane, di un bicchiere d’acqua, di un tetto, di un vestito sono i benedetti del Padre, perché la carità è benedicente e benevolente.

M 11 Marzo

Is 55,10-11

Come la pioggia e la neve

Sal 33

Li salva da tutte le loro angosce

Mt 6,7-15

Non sprecate parole

La parola è la possibilità di dire e di ascoltare. Gesù ci regala la sua preghiera, la sua Parola, perché anche il nostro dire non vada perduto nella babele degli sprechi.

M 12 Marzo

Gio 3,1-10

Annunzia loro quanto ti dirò

Sal 50

Non respingermi dalla tua presenza

Lc 11,29-32

Generazione malvagia che cerca un segno

Cosa condanna Gesù? La malvagità di chi vuole continuamente mettere alla prova, pur avendo sotto gli occhi tutte le prove e tutti i segni: una generazione malevola, incapace di vedere e di intendere.

G 13 Marzo

Est 4,1.3-5.12-14

Ricordati di noi, Signore, fatti riconoscere

Sal 137

Tu mi ridoni vita

Mt 7,7-12

Chiedete e vi sarà dato

Chiedere, cercare, bussare. Non è la pretesa di un segno, ma la preghiera che scaturisce dalla sincera ricerca della presenza e della prossimità di Dio. “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro”, così Gesù guida l’uomo sul sentiero della giustizia nel desiderio, nella domanda, nella relazione con gli altri attraverso una dinamica di decentramento da se stessi. In breve, riconoscersi vicendevolmente nell’altro: dal chiedere al dare, dal bussare all’aprire la porta, dal cercare al farsi trovare. Dono e per-dono sono il sigillo della libertà, la via della giustizia sulla quale il Cristo è presente.​

V 14 Marzo

Ez 18,21-28

Vivrà per la giustizia che ha praticata

Sal 129

Presso di te è il perdono

Mt 5,20-26

Va prima a riconciliarti con il tuo fratello

Gesù propone una giustizia che va oltre quella proveniente dalla tradizione della Legge: se veramente quel che vorremmo fosse fatto a noi, lo facessimo per gli altri, non esisterebbe più la vendetta. Infatti, la giustizia di Dio non passa per la via della condanna, ma per la via della misericordia.

S 15 Marzo

Dt 26,16-19

Con tutto il cuore, con tutta l’anima

Sal 118

Beato chi lo cerca con tutto il cuore

Mt 5,43-48

Avete inteso che fu detto, ma io vi dico

Gesù torna a parlare della giustizia e ricorda l’origine comune di tutto il genere umano, figli del Padre capaci di superare divergenze e distinzioni, senza arroccarsi sull’arroganza delle proprie esclusive ragioni. Non c’è vantaggio nell’aver ragione, perché piove e sorge il sole sui giusti che sugli ingiusti. L’obiettivo è la santità: perfetti come il padre, ma che fatica…

Seconda settimana di QUARESIMA

D 16 Marzo: II Quaresima

Gn 15,5-12.17-18

Guarda il cielo e conta le stelle

Sal 26

Cercate il suo volto

Fil 3,17-4,1

Rimanete saldi nel Signore

Lc 9,28-36

Questi è il Figlio mio, l’eletto, ascoltatelo

…d’altronde i discepoli entrano nella nube come si entra in un tempio. Lo faremmo tutti? Sono associati alla missione del Figlio perché chiamati ad ascoltarlo; la voce divina risuona come sulle rive del Giordano, designando il Cristo di Dio come Figlio. Dio pone la sua Legge e la sua Parola in Colui che conviene ascoltare, l’unico d’ora in poi. Inviato per la salvezza di tutti coloro che accoglieranno la chiamata. Il silenzio dei discepoli, storditi dall’evento della trasfigurazione rivela la necessità di andare avanti, con Cristo, nel cammino verso Gerusalemme, attraverso la Passione, verso la Risurrezione. Il presupposto della missione è l’ascolto attento della Parola.  

L 17 Marzo: 

Dn 9,4-10 

A te conviene la giustizia

Sal 78

Giunga fino a te il gemito dei prigionieri

Lc 6,36-38

Non condannate e non sarete condannati

“Siate misericordiosi com’è misericordioso il Padre vostro”. Dimenticarsi della misericordia del Padre vuol dire vivere, credendo in se stessi come misura di tutte le cose e di tutte le persone, e vuol dire purtroppo esporre l’altro e se stessi a rimanere schiavi. 

M 18 Marzo

Is 1,10.16-20

Togliete dalla mia vista il male delle vostre azioni

Sal 49

A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio

Mt 23,1-12

Dicono e non fanno

Gesù rimprovera l’incoerenza e l’infedeltà di chi è chiamato a mostrare la strada agli altri. L’esempio è il servizio. La grandezza si misura dalla carità.

M 19 Marzo: Solennità San Giuseppe: 

2 Sam 7,4-5.12-14.16

Io gli sarò padre ed egli mi sarà figlio 

Sal 88

La mia grazia rimane per sempre

Rm 4,13.16-18.22

Eredi si diventa per la fede

Mt 1,16.18-21.24

Non temere

Giuseppe è un uomo giusto, quindi “giustizia” è non avere paura di ciò che è generato da Dio, perché ciò che è generato dello Spirito Santo è per la salvezza. Giuseppe si desta dal sonno e agisce per fede, la speranza che venga la luce nel mondo è l’energia propulsiva dell’azione giusta. 

G 20 Marzo

Ger 17,5-10

Benedetto l’uomo che confida nel Signore

Sal 1

Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi

Lc 16,19-31

Hanno Mosè e i profeti; ascoltino loro 

Una sola frase riassume la vita del ricco epulone: adorno come un principe di vesti preziose, segno della gloria del mondo, conduce una vita brillante ed elegante, senza Dio e senza preoccupazioni; è un uomo il cui senso di appartenenza è legato esclusivamente alla terra. In realtà non ci sarebbe nulla di riprovevole nella sua condotta, ma non si accorge di avere accanto a sé, molto vicino, il povero Lazzaro. Non lo vede, neanche con la coda dell’occhio, non lo nota, non lo sente, passa oltre. Eppure, Lazzaro mendica davanti alla porta della sua casa. L’illusione di bastare a se stesso, l’autoreferenzialità, la superficialità hanno trasformato quell’uomo elegante e ben vestito in un misero individuo cieco e sordo.

V 21 Marzo

Gn 37,3-4.12-13.17-28

Non togliamogli la vita

Sal 104

La parola del Signore gli rese giustizia

Mt 21,33-43.45

Dal Signore è stato fatto questo 

La vigna affidata ai vignaioli è l’immagine dell’intera creazione affidata alle cure dell’uomo perché porti frutto. Considerare la vigna e i suoi frutti come proprietà privata porta all’ingiustizia e genera guerre e crimini di ogni sorta. 

S 22 Marzo

Mic 7,14-15.18-20

Ti compiaci d’usar misericordia

Sal 102

Quanto è in me benedica il suo santo nome

Lc 15,1-3.11-32

Costui riceve i peccatori e mangia con loro

La parabola del Figliuol Prodigo potrebbe essere anche ricordata come la parabola del Padre misericordioso che sa aspettare, vedere lontano, commuoversi, correre incontro, preparare la festa, ridare la dignità perduta, far passare il figlio amato dalla morte alla vita, nell’attesa che anche il primogenito comprenda di essere stato amato. 

Terza settimana di QUARESIMA

D 23 Marzo: III Quaresima

Es 3,1-8.13-15

Il luogo sul quale tu stai è una terra santa

Sal 102

È grande la sua misericordia

1 Cor 10,11-6.10-12

Chi crede di stare in piedi guardi di non cadere

Lc 13,1-9

Se non vi convertirete perirete tutti allo stesso modo

Dalla sequenza “peccato-punizione”, Gesù invita a passare a quella dell’“azione-cambiamento”: da una logica della colpa a una logica della responsabilità. Da una logica per cui mi concentro sulle colpe dei Galilei antichi a una logica per cui guardo a cosa posso fare ora per migliorare il mio presente. Inutile chiedersi se dei nostri attuali guai siano stati responsabili padri e madri ieri. I morti di Siloe o la sterilità del fico hanno senz’altro una causa, ma noi cosa possiamo fare perché nessuno muoia più sotto i crolli e gli alberi rinverdiscano?

L’invito è a passare da uno sguardo ossessionato sia dalla ricerca della colpevolezza nell’altro coniugata al passato, sia dal tentativo di chiudere gli occhi davanti alle proprie responsabilità coniugate al presente.

L 24 Marzo

2 Re 5,1-15

La tua carne tornerà sana e tu sarai guarito

Sal 41 e 42

Quando verrò e vedrò il volto di Dio?

Lc 4,24-30

Lo condussero fin sul ciglio del monte per gettarlo giù dal precipizio

L’ostilità nei confronti del Cristo non è più mistero, la sua Parola smaschera i falsi ragionamenti, ma il Cristo “passando in mezzo a loro” se ne va … la sua missione continua altrove.

M 25 Marzo: Solennità – Annunciazione

Is 7,10-14

Il Signore stesso vi darà un segno

Sal 39

La tua legge è nel profondo del mio cuore

Eb 10,4-10

Ecco io vengo per fare, o Dio, la tua volontà

Lc 1,26-38

Non temere, hai trovato grazia presso Dio

Tutto converge verso il compimento. Maria accoglie lo Spirito. Diventa, secondo la Parola, Madre. Ancella della vita per tutti. La parola “compimento” assume talvolta tinte inquietanti, perché risuonano nelle nostre orecchie le ultime parole del Cristo il Venerdì Santo: “Tutto è compiuto”. Cosa si compie, dunque, a prescindere dai sentimenti umani, effetto del compimento? Si compie lo scopo per cui ciascuno è stato chiamato in vita. Maria è stata chiamata per portare a compimento la nascita del Messia.

M 26 Marzo

Dt 4,1.5-9

Il Signore nostro Dio è vicino a noi

Sal 147

In mezzo a te ha benedetto i tuoi figli

Mt 5,17-19

Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti

Il percorso non è la meta, la Legge e i Profeti sono la strada che prepara e conduce al Cristo, come compimento delle attese e certezza della misericordia del Padre.

G 27 Marzo

Ger 7,23-28

Ascoltate la mia voce

Sal 94

Egli è il nostro Dio

Lc 11,14-23

Per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo

Gesù ha appena ridato la parola a un muto e subito la gente vuole un altro segno.  Non si può ad andare avanti così: l’impressione è quella di un eterno dover ricominciare da capo, davanti ad una classe di testoni… Problema comunicativo? Di trasmissione o di ricezione?
Il rischio è di passare di segno in segno senza vedere e senza ascoltare. I miracoli suscitano meraviglia, ma non sempre la fede.  Si può assistere a segni di ogni genere rimanendo sulla via dell’incoerenza e della contraddizione.
Dobbiamo portare a compimento un esodo dalla terra di schiavitù per avere accesso alla logica del Regno.

V 28 Marzo

Os 14,2-10

Tornate al Signore

Sal 80

Ti ho dato risposta

Mc 12,28-34

Ascolta, Israele!

“Quale è il primo di tutti i comandamenti?”. Gesù risponde “ascolta” e “amerai”. Due verbi, un presente ed un futuro: ascolto come presente, l’“eccomi” e il “ti ascolto” come presenza nella relazione, e amore come futuro certo della vita e della comunione. 

S 29 Marzo

Os 6,1-6

Ritorniamo al Signore

Sal 50

Lavami da tutte le mie colpe

Lc 18,9-14

Tornò a casa sua giustificato

La presunzione di essere giusti porta sempre al disprezzo degli altri. Gesù con una parabola ricorda questa dinamica. Si diventa giusti, giustificati, lasciandosi guarire dalle presunzioni. 

Quarta settimana di QUARESIMA

D 30 Marzo: IV Quaresima

Gs 5,9.10-12

Mangiarono i frutti della terra di Canaan

Sal 33

Sulla mia bocca sempre la sua lode

2 Cor 5,17-21

Le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove

Lc 15,1-3.11-32

Un padre aveva due figli

Eccolo di nuovo un figlio, non più il figlio di prima, ma quello trasformato dal perdono e dalla riconciliazione, liberato dai fallimenti del passato e restituito alla sua comunità per una nuova vita. La storia potrebbe finire lì, sull’immagine di una festa, ma questo significherebbe dimenticare il terzo personaggio della storia, il figlio maggiore che fino ad allora è rimasto discreto e silenzioso, assente. Storie diverse, percorsi diversi, modalità diverse di intendere la vita o di vivere le relazioni. Un figlio parte, va lontano e poi torna, l’altro resta, rimane vicino, ma vive lontano. Resta una sola certezza: l’attesa del Padre, la sua speranza non muore, attende che entrambi ritornino.

L 31 Marzo

Is 65,17-21

Ecco, io creo nuovi cieli e nuova terra

Sal 29

Signore vieni in mio aiuto

Gv 4,43-54

Va, tuo figlio vive

Le parole di Gesù in risposta alla preghiera del funzionario del re di risanare il figlio morente dicono la ragione della missione del Figlio di Dio: vivificare e risanare la vita ferita. Il funzionario del re credette con tutta la sua famiglia. 

M 01 Aprile

Ez 47,1-9.12

I loro frutti non cesseranno

Sal 45

Dio è per noi rifugio e forza

Gv 5,1-3. 5-16

Signore, io non ho nessuno

“Vuoi guarire?” Chi non vuole guarire? La domanda del Cristo è sorprendente. L’episodio racconta della guarigione dell’infermo ma dice anche che molti non vogliono guarire dalle loro ottuse convinzioni: intentano processi pretestuosi e ottusamente ritualistici.

M 02 Aprile

Is 49,8-15

Non soffriranno né fame né sete

Sal 144

Buono è il Signore verso tutti

Gv 5,17-30

Il mio giudizio è giusto

“Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato”. Gesù è la via che conduce al Padre, verità della rivelazione e vita per tutti coloro che lo accolgono. Tutto è nelle sue mani. Il suo giudizio è giusto perché Dio è giusto. 

G 03 Aprile

Es 32,7-14

È un popolo dalla dura cervice

Sal 105

Si prostrarono a un’immagine di metallo fuso

Gv 5,31-47

Vi dico queste cose perché possiate salvarvi

Spesso l’interpretazione dei testi sacri è limitata, come è logico che sia trattandosi di una Parola che ci supera; il problema nasce quando la prospettiva di lettura diventa interessata o strumentale a giustificare comportamenti lesivi della dignità umana. Gesù si mostra fermo, affermando che sarà quella stessa parola, da loro usata malamente, a diventare fonte del giudizio e di verità. Mosè e i profeti hanno già annunciato l’avvento del Cristo, eppure ora scribi e farisei rifiutano di riconoscerlo e di accoglierlo.

Gesù compie le opere del Padre, testimoniando della missione ricevuta, compimento delle scritture. Solo la decisione di accoglierlo è nelle nostre mani.
Quale tipo vita, quindi, cerchiamo?

V 04 Aprile

Sap 2,1.12-22

Mettiamolo alla prova con insulti e tormenti

Sal 33

Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito

Gv 7,1-2.25-30

Chi mi ha mandato è veritiero

“Non è costui quello che cercano di uccidere?” – s’interroga la gente. Gesù continua a parlare liberamente. Nonostante l’intenzione di alcuni di “mettergli le mani addosso” sia sempre più chiara, la missione di Gesù è esplicita: “Chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete”. 

S 05 Aprile

Ger 11,18-20

Mi ha aperto gli occhi sui loro intrighi

Sal 7

Poni fine al male degli empi

Gv 7,40-53

Mai un uomo ha parlato come parla quest’uomo

La gente discute sull’identità del Cristo e c’è del dissenso tra loro. I sommi sacerdoti e i farisei vorrebbero arrestarlo, ma le guardie si astengono dal farlo, non obbediscono: a ben pensarci è un fatto straordinario. Sono obiettori di coscienza? Rispondono infatti: “Mai nessuno ha parlato come parla quest’uomo”. Solo Nicodemo sospende il giudizio, ricordando che è consuetudine in Israele ascoltare prima l’imputato.

Quinta settimana di QUARESIMA

D 06 Aprile: V Quaresima

Is 43,16-21

Non ricordate più le cose passate

Sal 125

La nostra bocca si aprì al sorriso

Fil 3,8-14

Tutto io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo

Gv 8,1-11

Tutto il popolo andava da lui

“Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa”, dicono a proposito dell’adultera. Gesù, in questa situazione, ha due interlocutori davanti a sé: la gente comune e la condannata a morte che da quella gente deve essere lapidata. Viene interrogato perché sia portata alla luce agli occhi di tutti la sua identità tramite le sue parole: ai primi interlocutori dice “lapidariamente”: “Chi non ha peccato, scagli la prima pietra”: è un comando che lascia comunque la libertà di agire, ma smaschera la menzogna, la malevolenza, il giudizio interessato e la falsa dottrina, seminatrice di morte.  All’adultera, con la quale entra in dialogo volontariamente, dice parole di vita che vengono da Dio: “Neanch’io ti condanno, va e d’ora in poi non peccare più.”

L 07 Aprile

Dn 13,1-9.15-17.19-30.33-62

Aspettavano l’occasione favorevole

Sal 22

Mi guida per il giusto cammino

Gv 8,12-20

Chi segue me non cammina nelle tenebre ma avrà la luce della vita 

A grandi passi siamo condotti verso la passione e morte del Cristo. Lui continua a parlare di vita. Testimonia di se stesso e del Padre. Da testimonianza: è luce ed è vita.

M 08 Aprile

Nm 21,4-9

Perché ci avete fatto uscire dal paese d’Egitto?

Sal 101

Dal cielo ha guardato la terra

Gv 8,21-30

Colui che mi ha mandato è con me

“Tu chi sei?”, chiedono a Gesù. e Lui risponde: “Proprio ciò che vi dico”. Rileggere e riascoltare il Vangelo di oggi come fosse la prima volta può essere illuminante. Proviamo a fare uno sforzo di immaginazione e immedesimiamoci nell’uditorio. Crederemo?

M 09 Aprile

Dn 3,14-20.46-50.91-92.95

Quale Dio vi potrà liberare?

Cant. Dn 3

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi

Sarete liberi davvero

“Come puoi tu dire: diventerete liberi?” – chiedono a Gesù coloro che pensano di non essere schiavi. La libertà offerta dal Cristo è talmente chiara, ma così superiore ad ogni aspettativa, da confondere le idee ristrette dell’uomo comune.

G 10 Aprile

Gn 17,3-9

La mia alleanza è con te

Sal 104

Cercate il Signore

Gv 8,51-59

Io sono

La Parola è creatrice, comunica la vita, la trasmette e non muore. Chi la osserva vedrà sempre la vita. Gesù parla di Dio, dicendo cose incredibili per le persone che stanno dentro il tempio. Come è possibile dire che qualcuno sia “immortale”, se anche Abramo è morto?
Le parole di Gesù aprono su una dimensione così “altra” rispetto a tutto ciò che possiamo attenderci, che gli schiavi dell’intelletto possono perfino diventare violenti nel contrapporsi; gli dicono: “Ora sappiamo che hai un demonio” e allungando la mano verso il mucchietto di pietre sempre a disposizione sono subito sempre pronti a lapidarlo, per giunta dentro il tempio…

V 11 Aprile

Ger 20,10-13

Il Signore è al mio fianco

Sal 17

Al suo orecchio pervenne il mio grido

Gv 10,31-42

Credete almeno alle opere

“Portarono di nuovo delle pietre per lapidarlo”. È una fissazione? Sono sempre preparati, premuniti, premeditano sempre piani di morte contro colui che si definisce il Figlio di Dio. Mettendo le mani sull’uomo vogliono mettere le mani su Dio. Monito scottante nelle mani di chi si erge a giudice. 

S 12 Aprile

Ez 37,21-28

Farò di loro un solo popolo

Cantico Ger 31

I giovani e i vecchi gioiranno

Gv 11,45-56

Quest’uomo compie molti segni

“Se lo lasciamo fare tutti crederanno in Lui”, …e noi saremo finiti, potrebbe essere la conclusione implicita della frase. “Meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera”.  Allora, il Cristo è una vittima collaterale? La morte del Cristo è il male minore? O piuttosto sono i freddi ragionamenti umani ad essere tortuosi? È possibile evincere dalla risurrezione di Lazzaro che sia possibile “vincere”, tessendo trame di morte?
Chi si vuole vincere? Su chi si vuole avere il sopravvento? Su Dio?

Domenica delle Palme e Settimana Santa

D 13 Aprile: Palme

Is 50,4-7

Il Signore mi assiste, non resto confuso

Sal 21

Signore, non stare lontano, accorri in mio aiuto

Fil 2,6-11

Non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio

Lc 22,14-23,56

Veramente questo uomo era figlio di Dio

La Passione di Nostro Signore Gesù Cristo è la stessa di tutti gli innocenti ingiustamente condannati e uccisi, di coloro che non si sono vendicati e che non chiedono vendetta, perché sanno di essere vivi in eterno in Cristo. Dipende da quelli che restano convertirsi a modi di pensare e di agire che promuovano la vita in tutte le sue forme, affinché la passione del Cristo Risorto possa essere considerata l’ultimo sacrificio come riscatto per l’umanità risanata e viva.

L 14 Aprile

Is 42,1-7

Ti ho chiamato per la giustizia

Sal 26

Il mio cuore non teme

Gv 12,1-11

Tutta la casa si riempì del profumo dell’unguento

Anche il gesto più bello, gratuito e spontaneo, può diventare oggetto di mormorazione. Ci vuole un cuore nuovo per uscire dai calcoli e dalla contabilità in tema d’amore. Accoglie il Signore solo chi sa di essere amato e risponde all’amore.

M 15 Aprile

Is 49,1-6

Il mio diritto è presso il Signore

Sal 70

In te mi rifugio

Gv 13,21-33.36-38

Signore, dove vai?

“Signore darò la vita per te”, dice Pietro all’annuncio dell’imminente arresto di Gesù. Giuda è già uscito ed è notte per tutti: per chi tradisce, per chi rinnega, per chi ha paura, per chi confida solo in se stesso. Inizia per loro e per noi il difficile cammino della croce.

M 16 Aprile

Is 50,4-9

Ogni mattina fa attento il mio orecchio

Sal 68

Si ravvivi il cuore di chi cerca Dio

Mt 26,14-25

Sono forse io, Signore?

“Quanto mi volete dare perché ve lo consegni?”, dice Giuda. Mercanteggiare sulla vita umana vuol dire essere nel tempio e abusare di ciò che non può essere comprato, né venduto. Quando la vita umana porta un’etichetta con un prezzo, la disumanità ha già spalancato la porta alla morte dell’umano. A quel punto Gesù convoca i suoi per farsi completamente dono, a loro il compito di trasmettere l’amore ricevuto per le strade del mondo.

G 17 Aprile: Giovedì Santo (Messa del Crisma)

Is 61,1-3.6.8-9

Mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri

Sal 88

La mia grazia e la mia fedeltà saranno con lui

Ap 1,5-8

Ognuno lo vedrà

Lc 4,16-21

Mi ha mandato ad annunziare ai poveri un lieto messaggio

È sempre nell’“oggi” della mia vita concreta che Gesù viene ad

annunciare la “Buona Novella”. Per questo è bene che interroghi me stesso: quale liberazione e quale luce nuova mi ha donato, per me e per quelli attorno a me, oggi?
L’ “oggi” può diventare un periodo di grazia e di benedizione per chi è grato di quel dono ricevuto. La Consacrazione stessa è missione, servizio e annuncio. Il rinnovo degli impegni assunti con l’ordinazione ricorda ai presbiteri l’oggi dell’adempimento delle scritture, l’oggi del Vangelo.

V 18 Aprile: Venerdì Santo “In Passione Domini”

Is 52,13-53,12

Chi avrebbe creduto al nostro annuncio?

Sal 30

Io confido in te, Signore

Eb 4,4-16; 5,7-9

Divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono

Gv 18,1-19,42

Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto 

Rileggere la Passione di Nostro Signore Gesù Cristo è volgere lo sguardo verso Colui che è “causa di salvezza” per smettere di chiudere gli occhi davanti all’ingiustizia e smettere di essere attori, complici o conniventi dell’ingiustizia.

S 19 Aprile: Sabato Santo

Il Sabato Santo è il giorno del silenzio e della preghiera.

D 20 Aprile: Pasqua: 

At 10,34.37-43

Noi siamo testimoni di tutte le cose da Lui compiute

Sal 117

Eterna è la sua misericordia

Col 3,1-4

La vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio

Gv 20,1-9

Maria di Magdala vide che la pietra era stata ribaltata

Il Cristo Risorto ha vinto la morte, il peccato, la tristezza e ci ha spalancato la porta sulla vita nuova, autentica, donata dallo Spirito Santo per pura grazia. Che nessuno sia triste, perché Cristo è la nostra Pace e la nostra Via per sempre. Oggi Egli “manifesta pienamente l’uomo a se stesso e gli rivela la sublimità della sua vocazione” (Concilio Vaticano II, Gaudium et Spes 22).

Pasqua è passare dai segni all’irresistibile certezza che il Cristo è veramente Risorto. La missione si fa annuncio della risurrezione, annuncio e certezza di vita. Come dice San Paolo l’ultimo nemico, la morte, è stato annientato.

L 21 Aprile

At 2,14.22-23

Dio lo ha risuscitato

Sal 15

Sei tu il mio Signore

Mt 28,8-15

Andate ad annunziare

La missione inizia dal mattino di Pasqua, le donne corrono a dare l’annunzio e Cristo viene loro incontro.  Nulla può la pavida meschinità di chi vuole continuare a negare la resurrezione come ha negato la vita al Cristo. Lui è vivo, è risorto. Invia ad annunciarlo. 

M 22 Aprile

At 2,36-41

Che cosa dobbiamo fare?

Sal 32

Sia su di noi la tua grazia

Gv 20,11-18

Va dai miei fratelli

“Maria!”. Gesù Risorto si rivela a Maria di Magdala, chiamandola per nome e Maria passa dal pianto alla gioia e all’annuncio. La sua missione si trasforma nella sollecitudine appassionata di chi ha potuto vedere e riconoscere il Risorto e fa della condivisione di quella esperienza lo scopo della sua vita.

M 23 Aprile

At 3,1-10

Quello che ho te lo do

Sal 104

Proclamate tra i popoli le sue opere

Lc 24,13-35

I loro occhi erano incapaci di riconoscerlo 

La passione e la morte del Maestro rendono gli occhi dei due discepoli sulla strada di Emmaus stanchi ed incapaci di vedere. Eppure, il Risorto cammina con loro, è con loro. Alla frazione del pane finalmente lo riconoscono, ricordano improvvisamente tutto quello che Gesù aveva loro detto, i loro occhi si aprono e ritornano di corsa a Gerusalemme per avvertire gli altri.

G 24 Aprile

At 3,11-26

Dio lo ha risuscitato dai morti

Sal 8

Quanto è grande il tuo nome su tutta la terra

Lc 24,35-48

Perché sorgono dubbi nel vostro cuore?

Gesù si avvicina e cammina con i discepoli. Luca ricorda a tutti che, nel Cristo Risorto, Dio si fa vicino agli uomini e partecipa alla loro storia. Nel nostro cammino Gesù diventa compagno di viaggio. I discepoli di Emmaus riferiscono agli altri l’accaduto e come hanno potuto riconoscere il Maestro. L’esperienza dell’incontro si ripete nel tempo e la sollecitudine per l’annuncio si rinnova: è pace ricevuta e pace donata.

V 25 Aprile: Festa: San Marco Evangelista

1Pt 5,5-14

Rivestitevi tutti di umiltà

Sal 88

Canterò senza fine le grazie del Signore

Mc 16,15-20

Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo

Il Vangelo che Marco ci ha lasciato è un programma di vita: dalla conoscenza di Cristo all’annuncio della salvezza, dalla sequela alla missione, dalla parola ai segni, dalla paura alla fede.

S 26 Aprile

At 4,13-21

Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato

Sal 117

Sei stato la mia salvezza

Mc 16,9-15

Non vollero credere

Gesù risorto rimprovera gli “undici” per la loro incredulità e durezza di cuore. Non avevano creduto al racconto di quelli che lo avevano visto risorto. Ora, però, sono inviati in tutto il mondo a predicare il Vangelo ad ogni creatura. Nell’annuncio si rinnova la scoperta del risorto.

II Domenica di Pasqua

D 27 Aprile: Domenica dell’Ottava di Pasqua

At 5,12-16

Andava aumentando il numero degli uomini e delle donne che credevano nel Signore

Sal 117

Dio, il Signore, è la nostra luce

Ap 1,9-11.12-13.17.19

Quello che vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette Chiese

Gv 20,19-31

Abbiamo visto il Signore

Siamo sempre tentati di cercare Dio altrove, molto lontano, nell’impossibile, quando già ci aspetta, nel nostro mondo, proprio nel luogo dove ci ha posto perché possiamo portare frutto.  Tommaso non vuole credere alla parola degli altri: vuole vederlo e toccarlo personalmente. Vuole che torni a parlare proprio con lui. Allora il Cristo Risorto si fa presente a lui e agli altri dieci. Grazie all’ostinazione di Tommaso riceviamo l’ultima beatitudine: “Beati quelli che pur non avendo visto crederanno”.

L 28 Aprile

At 4,23-31

Concedi ai tuoi servi di annunziare con tutta la franchezza la tua parola

Sal 2

Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato

Gv 3,1-8

Quel che è nato dallo Spirito è Spirito

“Se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio”. L’anziano Nicodemo cerca e vuole capire. Nella notte della sua ricerca, bussa alla porta di Gesù e riceve la Parola del Cristo. Può rinascere dall’alto e iniziare il proprio cammino di fede.

M 29 Aprile – Festa. Santa Caterina da Siena: 

1 Gv 1,5-2,2

Dio è luce, in lui non ci sono tenebre

Sal 44

Egli è il tuo Signore

Mt 25,1-13

Vegliate, perché non sapete né il giorno né l’ora

“Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Anche le persone di cuore puro possono vivere sia in superficie che in profondità, possono comportarsi sia superficialmente che saggiamente, ma tutte vengono chiamate ad attendere lo sposo.
La reazione, la risposta è sempre personale, frutto della propria propensione e della qualità dell’attenzione, della preparazione, della vigilanza, in altre parole dell’attesa. Santa Caterina è un fulgido esempio della qualità dell’attesa.

M 30 Aprile

At 5,17-26

Andate e mettetevi a predicare al popolo

Sal 33

Sulla mia bocca sempre la sua lode

Gv 3,16-21

Chiunque fa il male odia la luce 

Continua il dialogo tra Gesù e Nicodemo. Rinascere è operare la verità, venire alla luce, compiere le opere di Dio, accogliere il dono del Padre.